Rimpallo a distanza tra la Regione Puglia e l’Inps sulle responsabilità e sui tempi di erogazione della Cassa Integrazione. Soltanto questioni tecniche o anche una polemica politica?
Il ‘Cura Italia’ (DL 18/2020) ha introdotto disposizioni urgenti per fronteggiare le conseguenze dell’emergenza epidemiologica da Covid-19: la Regione Puglia, a seguito di quanto disposto all’articolo 22 del citato Decreto Legge, in data 20.03.2020 ha approvato l’Accordo Quadro con le organizzazioni sindacali e datoriali per la concessione del trattamento della cassa integrazione in deroga.
“Ma la procedura attivata dalla Regione Puglia – ha commentatoil senatore M5S Gianmauro Dell’Olio – sembrerebbe essere poco efficace sia dal punto di vista dell’invio delle domande (a mezzo PEC), sia dal punto di vista della consultazione di stato delle stesse (occorre scaricare dal sito prima la determina in pdf, e cercare poi nello stesso file): possibile che nel 2020 la Regione Puglia non risulti essere dotata di un sistema informatico per la gestione delle domande di cassa integrazione che permetta di ottenere un numero di protocollo della domanda e la ricerca dello stato su un archivio informatizzato?”
“Leggo – prosegue il portavoce pentastellato – che il Governatore Emiliano loda la propria struttura per aver elaborato 33.000 pratiche, e che quindi ora è l’INPS di Tridico a dover darsi da fare per i pagamenti, invitando addirittura i lavoratori “danneggiati dai ritardi INPS” a ricorrere all’anticipo bancario. Ma quante pratiche ha davvero “elaborato” la Regione Puglia, che poteva inviarle all’INPS già dall’1 aprile? E per quante invece ha solo “passato le carte”? Quali certezze abbiamo sul regolare accoglimento e verifica delle domande da parte della Regione?”
E quindi i dubbi e le perplessità, che sottintendono una sorta di lassismo degli uffici regionali.
“Parrebbe invece che la Regione, resasi conto del ritardo e delle proteste dei lavoratori, abbia inviato circa il 60%-70% delle domande all’INPS cosi come ricevute dai lavoratori! E tutto questo negli ultimi 5 giorni! Quali responsabilità quindi può avere l’INPS su questo…..”passaggio di carte” non è dato sapere: anzi, di fatto i pagamenti potrebbero essere rallentati visto che, ed Emiliano dopo 15 anni di esperienza amministrativa dovrebbe saperlo, INPS si occupa sì dei pagamenti, ma gli stessi verranno filtrati attraverso un sistema interno di verifica dati (esempio verifica dell’Iban)”.
E lo stesso senatore specifica.
“Per essere ancora più chiari, dopo che l’INPS trasmette il provvedimento all’azienda, la stessa (o i suoi consulenti) dovranno rispondere con un modello (l’SR41) con l’elenco dei lavoratori che hanno diritto alla CIG, senza il quale l’INPS non può fare alcun pagamento !!! Quindi a meno di non aver ricevuto tutte quelle domande (quante? 18.000? 20.000?) nell’ultima settimana (sarebbe utile saperlo) il fatto di averle verosimilmente tenute “in pancia” non si sa per quanti giorni o settimane e averle trasmesse solo negli ultimi 5 giorni all’INPS ha di fatto danneggiato i lavoratori, perché è solo da questo momento che l’INPS potrà avviare la procedura di cui sopra. Ovviamente spero, nell’interesse dei lavoratori, che l’INPS riesca a ridurre i tempi per evitare ulteriori attese, ormai insostenibili, da parte degli stessi lavoratori e delle loro famiglie, ma per favore si eviti, per questioni meramente di visibilità, di cercare di spostare le responsabilità della Regione Puglia su una struttura, l’INPS, che ha dato dimostrazione, proprio in occasione di questa emergenza, di essere in grado di processare milioni di pratiche di evasione dei 600 euro in pochissimi giorni”.











