Dal 1979 Amnesty International opera in favore per l’affermazione dei diritti di gay, lesbiche e transessuali i quali ancora oggi subiscono ritorsioni o addirittura persecuzioni semplicemente per le loro tendenze di genere. L’associazione si è poi sempre spesa per garantire giustizia ed equità soprattutto attraverso la mediazione con i governi affinché essi adeguino le proprie leggi a quelle internazionali con riguardo ai diritti umani.
“Purtroppo, in decine di Paesi l’omosessualità è considerata ancora un crimine. – spiega Dino Alberto Mangialardi, responsabile di Amnesty Bari – Ad esempio in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Iran, Mauritania, Qatar, Somalia e altri, i rapporti fra persone dello stesso sesso possono essere puniti con la pena di morte. Ma molti di più sono gli Stati in cui Amnesty ha dovuto denunciare aggressioni, intimidazioni o discriminazioni nei confronti di persone LGBTI, tra cui anche l’Italia. Questo perché la discriminazione non è solo incarnata nello Stato, ma spesso è il prodotto di un clima culturale, più difficile da cambiare di una legge”.
Negli ultimi anni, gli attacchi verbali e fisici nei confronti delle persone LGBTI si sono verificati con allarmante frequenza ed è per questo che per Amnesty International è importante intervenire sulla coscienza sociale, attraverso i Pride e l’educazione nelle scuole. Il Gruppo di Amnesty Bari ha, infatti, una lunga tradizione nella partecipazione ai Pride locali : “I Pride – prosegue il responsabile di Amnesty Bari – sono una manifestazione di rivendicazione di diritti negati. Quest’anno purtroppo pare che non sarà possibile riunirsi “in presenza”, ma come attiviste e attivisti è il momento di scoprire nuovi modi per continuare la nostra lotta, pur nel rispetto delle misure di riduzione dei rischi del contagio. Un esempio è quello di entrare a far parte del progetto scuole attive contro l’omofobia e la transfobia: proprio perché la scuola è uno dei primi luoghi in cui l’espressione della propria personalità si confronta con i modelli prevalenti nella società”.
Per Amnesty Bari, inoltre, occorre intervenire ad ampio spettro al contrasto del linguaggio violento che dilaga soprattutto attraverso il web: ”Per noi è importante anche mettere la nostra opera al servizio della Task Force Hate Speech di Amnesty, che si occupa di contrasto all’odio online, spesso rivolto contro le persone LGBTI, con l’obiettivo di una rete web dove tutti possano esprimere se stessi e le proprie opinioni senza subire abusi. Una lotta per i diritti, insomma, che “ai tempi del COVID”, muta forma ma non rallenta”.











