HomePoliticaPiano Casa, serve una circolare regionale per supportare i Comuni pugliesi

Piano Casa, serve una circolare regionale per supportare i Comuni pugliesi

Predisporre una circolare regionale che supporti i Comuni nelle valutazioni di ordine tecnico relative agli effetti della sentenza della Corte costituzionale sul Piano Casa. E’ questo il percorso intrapreso dagli uffici tecnici dell’assessorato all’Urbanistica e illustrato questa mattina dall’assessore Alfonso Pisicchio nel corso della seduta della V commissione consiliare presieduta da Mauro Vizzino.

Un confronto sollecitato dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Francesco Ventola per fare il punto su una questione che rischia di danneggiare pesantemente l’edilizia pugliese.

La sentenza n.70 del 24 aprile 2020 della Corte Costituzionale ha infatti censurato la norma pugliese del Piano casa che consentiva la diversa dislocazione dei volumi demoliti e ricostruiti, dichiarandola in contrasto con le previsioni introdotte successivamente dal “Decreto Sblocca cantieri”.

Una decisione che ha avuto una ricaduta nazionale – come dichiarato dai tecnici dell’assessorato – tanto da spingere le Regioni ad avviare un tavolo di confronto interregionale. La questione attiene al conflitto che si è determinato tra due articoli del Testo unico dell’edilizia, e che solo il Governo nazionale può provvedere a sanare. Novità potrebbero derivare già dal prossimo Decreto Rilancio, di cui la Regione sta seguendo i lavori in sede di Conferenza Stato-Regioni.

L’assessore Pisicchio ha comunicato l’avvio da parte dell’assessorato di un monitoraggio sui piccoli Comuni del Salento che hanno dichiarato di non avere pratiche edilizie che possono essere inficiate dalla sentenza.

L’impegno è comunque quello di continuare a seguire l’evoluzione della vicenda a livello nazionale e di lavorare a ipotesi di chiarimento, che sostengano i Comuni nelle proprie determinazioni.

“Sappiamo benissimo che le responsabilità amministrative restano in capo ai Comuni – ha spiegato l’assessore – ma in questa fase la Regione e i suoi uffici hanno il dovere di fornire un accompagnamento tecnico, soprattutto nei Comuni più piccoli e con carenza di personale. Da un primo monitoraggio effettuato dai nostri uffici, non stiamo riscontrando particolari effetti determinati dalla sentenza sulle pratiche edilizie precedenti alla data del 19 aprile scorso. Abbiamo sì invece ricevuto molte telefonate dai Comuni sulle richieste di chiarimento. In ogni caso stiamo costantemente approfondendo il tema anche con l’ausilio dell’Avvocatura regionale, di Anci e Ance, degli ordini professionali e delle associazioni di categoria, già da me incontrati in appositi incontri”.

“Il Piano Casa – ha concluso l’assessore – ha funzionato in questi anni e ne siamo così convinti al punto tale che, non a caso, abbiamo previsto in una norma più generale, la Legge sulla Bellezza, una serie di ipotesi per affrontare tema il tema in maniera strutturata e definitiva coniugandolo a un altro strumento importante come la rigenerazione urbana”.

Alla seduta è intervenuto anche il presidente regionale dell’Ance, Nicola Bonerba “favorevole a provvedimenti che facciano chiarezza e che pongano l’attenzione sulla rigenerazione urbana all’insegna della pubblica utilità”.

Il consigliere Domenico Damascelli di Forza Italia ha chiesto indicazioni precise per consentire lo sblocco dei cantieri determinato della sentenza della Corte costituzionale, mentre Fabiano Amati ha invitato alla prudenza riguardo a provvedimenti che potrebbero aumentare il rischio di contenzioni, auspicando un pronto intervento legislatore nazionale.

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Redazione
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