La Rete di telemedicina in Puglia è stata oggetto delle audizioni della Terza commissione consiliare presieduta da Pino Romano. Alla seduta è intervenuto il direttore generale di AReSS Puglia, Giovanni Gorgoni che ha illustrato il progetto di monitoraggio domiciliare HCasa (#Accasa), il cui avvio è stato anticipato per far fronte all’emergenza Covid-19.
La piattaforma di teleassistenza clinica si basa su un duplice livello di assistenza: una web app a uso del cittadino, per procedere ad una prima auto-diagnosi informativa mediante questionario e un portale web per gli operatori sanitari che consente di analizzare e categorizzare le informazioni fornite dai cittadini in sede di pre-triage per il monitoraggio della sintomatologia, di programmare eventuali interventi domiciliari di supporto specializzato (es. tampone, farmaci e ausili) e, conseguentemente, di attivare il teleconsulto (audio e/o video) e tele monitoraggio. E’ prevista inoltre la dotazione di dispositivi di diagnostica-strumentale (ad esempio un pulsossimetro bluetooth) per la trasmissione di dati clinici dal domicilio del paziente in piattaforma.
Si tratta dunque di un sistema interoperabile che può integrare software di terze parti – ad esempio i medici di famiglia – e che consente la condivisione di informazioni e documenti tra tutti gli attori del processo di cura, replicando il modello organizzativo fisico in forma virtuale.
La piattaforma nasce da due percorsi già attivi, HLCM e TALISMAN: grazie al secondo sistema, finanziato con un PON di ricerca del MIUR assegnato ad una partnership pubblico-privata di 16 partner tra cui Aress Puglia e DEDALUS, è stato possibile, con un protocollo sottoscritto il 24 aprile anche con il Policlinico di Bari, attuare l’integrazione sia a valle, con i soggetti terzi, che a monte con il sistema informativo sanitario della Regione Puglia (Edotto) e con il software utilizzato dai Dipartimenti di prevenzione per la sorveglianza epidemiologica (GiavaCovid).
“Un elemento importante – ha spiegato Gorgoni – sono i kit di telemedicina avanzata: 100 sono già in dotazione grazie al progetto TALISMAN e sono costituiti da una bilancia diagnostica, tablet, uno sfigmomanometro bluetooth, un dispositivo per effettuare elettrocardiogrammi e holter, un tensor tip che consente di rilevare 16 parametri del sangue.
Per quanto riguarda lo stato dell’arte di “Accasa”, è stato avviato un “cantiere Covid” che già da due mesi recluta malati rari per dare loro occasione di potersi avvalere della Telemedicina.
Fortemente voluto dai centri della Rete Oncologica Pugliese e della Rete Ematologica Pugliese, per i malati oncologici e oncoematologici infetti da Covid è stato avviato tre settimane fa il telemonitoraggio da parte degli specialisti che li hanno in cura per il monitoraggio a distanza delle possibili complicazioni sulla patologia tumorale.
Si sta procedendo inoltre alla formazione di personale di 5 comunità assistenziali (3 RSA e 1 casa di riposo a Bari, e 1 RSA a Lecce) per la sperimentazione completa della presa in carico dei malati cronici (circa 4000 soggetti) con protocollo TALISMAN”.
Su richiesta del consigliere Mario Conca, il direttore Gorgoni ha fatto presente che i malati rari censiti operativamente sono un centinaio calcolati nel mese e mezzo di avvio dell’attività e che sono circa 150 gli specialisti addestrati.
Rammarico è stato espresso invece per le obiezioni sollevate dai medici di famiglia in merito alla piattaforma: a fronte di 4000 mila pec inviate da parte dell’Agenzia regionale – ha dichiarato Gorgoni – sono pervenute solo 11 risposte.
In conclusione della seduta il presidente Pino Romano ha concordato con la Commissione di inviare una lettera alle direzioni generali delle Asl per sollecitare maggiore attenzione sulla questione.












