L’OMCeO di Lecce ha proposto alla ASL salentina di intitolare il DEA di Lecce al Professor Antonio Gismondi, sia per un doveroso riconoscimento ad uno dei più illustri professionisti che nel nostro territorio ha dedicato la sua vita all’urgenza-emergenza, sia per sottolineare la specificità della struttura e augurare nel migliore dei modi l’inizio delle attività aderenti all’ambizioso progetto costitutivo, sia per offrire alle giovani generazioni di operatori sanitari e a tutti i cittadini un esempio e un riferimento professionale e valoriale.
Ecco, dunque, la lettera nel merito inviata ai vertici dell’ASL Lecce.
Gent.mi Direttori, il prof. Antonio GISMONDI dopo aver formato la sua solida maturazione scientifica nelle più prestigiose scuole italiane e mondiali (quella chirurgica del prof Ruggieri, farmacologica del prof. Donatelli, anestesiologica, ecc.) fu assunto dal 1966 nell’Ospedale V. Fazzi di Lecce: rappresentò il pioniere nel nostro territorio delle moderne procedure anestesiologiche e il creatore di un Centro di Rianimazione (disciplina da poco importata dagli USA) tra i primi del Sud Italia, non esistendo all’epoca neppure presso l’Università di Bari.
Attivò il primo Centro di Rianimazione Mobile, inedita modalità di intervento nelle emergenze, riscuotendo vivo interesse in Italia.
Creò il primo Centro Antiveleni in contatto continuo (molti anni prima che esistessero le opportunità del web e delle “reti assistenziali”) con i Centri di Milano e del Nord Europa. Realizzò poi il primo Centro di Medicina iperbarica e subacquea, facendo diventare Lecce riferimento in Italia per le patologie trattate (ed in particolare per l’ossigenoterapia iperbarica).
Negli anni ’80 il Centro diretto dal Prof. Gismondi fu tra i primi in Puglia ad avere i permessi ministeriali per il prelievo di organi e per il trapianto di rene e molto si dedicò a sviluppare la cultura della donazione.
Ha intuito tra i primi le potenzialità della neuro-riabilitazione, creando le premesse per l’avvio di tale attività anche nel nostro territorio.
Ha creato le condizioni perché fosse istituita presso il Vito Fazzi una seconda U.O. di Anestesia con competenza specifica in Terapia del Dolore, antesignano della centralità dell’obiettivo di “Ospedale senza dolore”; avviò la Cardio-Anestesia ed il servizio di Emergenza –Urgenza, premessa all’istituzione del 118.
Ha organizzato Congressi Internazionali di alto livello Scientifico (1985, 1990 e 1994) ed altri Convegni Nazionali, con la partecipazione dei massimi esperti mondiali in tema di anestesia, rianimazione, medicina dell’emergenza, medicina iperbarica.
Intuito clinico, attenzione al particolare, visione d’insieme, tenacia sono stati i suoi punti di forza nell’attività clinica. Capacità di motivare e spinta costante all’aggiornamento hanno caratterizzato il rapporto con i suoi allievi. Esigente con se stesso, ha dato esempio di una dedizione totale agli ammalati. Capacità di individuare strade nuove e mentalità sempre aperta alle innovazioni hanno caratterizzato il suo impegno assistenziale e didattico. Centro di Rianimazione, Ossigenoterapia Iperbarica, Centro Antiveleni, Prelievo di organi e trapianto renale, Neuroriabilitazione sono stati alcuni settori che lui ha “creato” dal nulla. Appassionato alla disciplina dell’Anestesia e Rianimazione, è stato punto di riferimento per generazioni di medici ed infermieri, anche di altre branche. Ha fatto conoscere l’Ospedale Vito Fazzi di Lecce in Italia ed all’estero anche con una attività continua di divulgazione scientifica: i Congressi Internazionali da lui organizzati sono ancora vivi nel ricordo di chi ha partecipato, promuovendo anche la conoscenza del nostro territorio di cui lui, campano di origine ma salentino di adozione, andava fiero.
La Sanità salentina e il Salento tutto devono molto a Lui.
Le sue capacità professionali, il rigore scientifico, il rinnovare continuo delle competenze, l’entusiasmo organizzativo sono state premesse perché si realizzasse una vera scuola salentina di anestesia e rianimazione, capace di trasmettere competenze, conoscenze e soprattutto valori che nel tempo si sono sempre più affermati e diffusi. Tale scuola ha consentito ai suoi allievi, raggiungendo ruoli di responsabilità primariale in diversi Ospedali della Provincia ( Caione, Colonna, Di Castri, Gaballo , Micalella, Romanello, Scardia) di rappresentare una delle più importanti eredità nel panorama scientifico e sanitario del nostro territorio.
Per tutti questi motivi riteniamo di interpretare un comune sentire proponendo di INTITOLARE IL NUOVO D.E.A. di LECCE al PROF. ANTONIO GISMONDI, non solo per una doverosa e tangibile riconoscenza verso una delle professionalità che maggiormente hanno dato lustro e orgoglio al nostro territorio (come abbiamo ricordato nelle pagine “Medici Salentini”, curate dal nostro Ordine), non solo per sottolineare l’importanza storica della nascita del DEA di 2° livello, restituito alla sua mission decisiva in un ruolo del tutto diverso dal P.O. V. Fazzi, ma soprattutto perché il nome del Prof. Gismondi rappresenta testimonianza e riferimento per chi oggi è impegnato ad affrontare nuove sfide attraverso straordinarie e inedite opportunità tecnologiche e organizzative, sempre aderenti però ai fondamentali della nostra professione, che pongono al centro la complessità e la fragilità del paziente, particolarmente nelle situazioni estreme dell’urgenza.
Ci sembra proprio questo il modo migliore per onorare e concretizzare la lezione del prof. Gismondi, che soleva ripetere “chi non guarda avanti, rimane indietro”.











