Renzi e Calenda presentano il conto ad Emiliano. E dopo averlo più volte promesso adesso è ufficiale. Il centrosinistra si spacca, e mentre i centristi, le civiche ed il Pd tirano dritti puntando (da oltre un anno, per la verità) sul presidente uscente della Giunta Regionale Michele Emiliano, il deputato di Italia Viva e sottosegretario agli Esteri Ivan Scalfarotto ha annunciato nella giornata di ieri la sua candidatura a presidente della regione Puglia alle prossime elezioni regionali, che dovevano tenersi tra marzo e giugno ma che sono state rinviate al prossimo settembre.
La coalizione che lo sosterrà sarà composta dal suo partito, Italia Viva di Matteo Renzi, da +Europa e da Azione, il partito fondato da Carlo Calenda.
Una candidatura, numeri alla mano, con molte poche possibilità di capacità di aggregazione tali da consentire al sottosegretario una vittoria, ma probabilmente sufficienti ad allargare la forbice che nei sondaggi già vedono in vantaggio il centrodestra (che pure sta facendo di tutto per arrivare spaccato alle urne) e mettere in crisi un Emiliano ormai lanciatissimo nella sua campagna elettorale.
Scalfarotto l’ha annunciato in un’intervista a Repubblica, in cui sottolinea diverse stonature e critica duramente l’attuale gestione di Emiliano: “Non sarebbe stato giusto costringere i pugliesi a dover scegliere tra populismi: quello antieuropeista della destra, quello di palazzo impersonificato da Michele Emiliano”.
E dunque dopo le voci che volevano direttqamente il ministro dell’agricoltura Teresa Bellanova scendere in campo contro Emiliano (in primo luogo), una fetta del centrosinistra sceglie di allontanarsi dalla coalizione formata da ed intorno ad Emiliano. Ed è proprio questo uno dei punti fondamentali delle critiche di Scalfarotto.
“Penso ci sia una grande differenza tra i dieci anni di Nichi Vendola, che io considero un’ottima esperienza di governo, e questi cinque di Michele Emiliano. Lo stesso Emiliano non dice mai che la sua è una coalizione di centrosinistra”.











