Contraddizioni, polemiche, scelte discutibili. Come quella di chiudere le discoteche dopo il boom del 15-16 agosto, contribuendo tra l’altro a bruciare 4 miliardi di euro di fatturato sull’intero territorio Nazionale, con il settore che rischia il baratro e ripercussioni importanti sull’occupazione.
Il Ministero della Salute dopo il DM che ha imposto da 17 agosto al 07 settembre la chiusura dei locali da ballo, oltre alle mascherine obbligatorie in pubblico dalle 18.00 di sera alle 06.00 del mattino, ha scatenato un vespaio di polemiche, che ha portato il sindacato Silb a presentare ricorso al TAR del Lazio nella mattinata del 18 agosto.
Anche perché il cortocircuito s’ingrossa quando – poi – resta consentito organizzare feste private, come chiarito dallo stesso Ministero dopo una sollecitazione di Assoeventi: «L’ordinanza non disciplina le manifestazioni di carattere privato che sono destinate a soggetti determinati e scelti sulla base di legami personali, di amicizia o parentela, manifestazioni per le quali non essendo consentito l’accesso indiscriminato del pubblico non valgono le restrizioni previste nella medesima ordinanza».
Divide et impera, una segmentazione studiata per mettere gli uni contro gli altri, per non fare massa contro le decisioni del Governo, che a giro alternato penalizza e consente vari settori, facendo girare i tornelli dei lockdown mirati e circostanziati. Una pratica che probabilmente sarà diffusa nei prossimi mesi, quando potremmo vivere chiusure a zone, quartieri – città – province -, e magari dei locali. Sì ai bar, no alle pizzerie, orari limitati, e così via.
E per chi non lo sapesse, in questo marasma agostano, restano ancora in piedi le limitazioni per i viaggi in automobile disposti dai precedenti DPCM. Se non s’appartiene allo stesso nucleo famigliare si può viaggiare massimo in tre persone: “Conducente, sedile passeggero vuoto, e due dietro tenendo il posto centrale libero. Sempre con mascherina.” Invece per i nuclei famigliari, anche conviventi nello stesso alloggio senza vincoli di parentela, non ci sono limitazioni.












