“Mentre il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano parla della sanità pugliese come un sistema di Serie A, la realtà è ben differente. Lo dimostra quello che accade all’interno del Policlinico di Bari con l’inserimento dei pazienti Covid in un reparto delicato come la Clinica Medica “Guido Baccelli”. È incredibile che, dopo mesi di sacrifici, l’organizzazione all’interno di quello che era hub Covid sia ancora superficiale e mal gestita”.
Con queste parole il candidato alla presidenza della Regione Puglia Mario Conca, per la lista Movimento Cittadini Pugliesi, commenta ciò che è stato denunciato in una lettera alla stampa, nella quale si spiega come, a pochi mesi dalla chiusura del Covid Hospital, il nosocomio ha dovuto individuare un reparto per ricoverare i pazienti affetti da Coronavirus che non possono essere ospitati nel reparto Malattie Infettive, rimasto, a quanto pare, senza posti letto.
La situazione però sembra non essere ideale. La denuncia parla di situazioni al limite e, per di più, in un reparto che ospita pazienti gravemente immunodepressi: “Il reparto, secondo quanto mi viene riferito, è sprovvisto di condizionamento e di adeguati sistemi di areazione in linea con le indicazioni riguardanti l’emergenza sanitaria ancora in atto. – spiega Conca – Per gli operatori sanitari diventa così tutto più difficile. Non solo perché con il caldo di questi giorni questo vuol dire soffocare nelle tute indossate contro il rischio contagio, e non solo perché gli infermieri devono badare anche a servire il cibo ai pazienti (visto che il personale della ristorazione non può avvicinarsi ai pazienti Covid), ma anche perché con questa scelta si mette a repentaglio la vita di persone decisamente fragili sotto il punto di vista immunitario”.
A questa situazione si aggiunge quella dell’ospedale Di Venere di Bari: “Dopo la buona idea di riservare un’area di ingresso a parte per chi dall’esterno giunge per fare il tampone – conclude Conca – c’è la brutta notizia che all’interno dei laboratori di analisi dell’ospedale iniziano a scarseggiare i reagenti per i test anti Covid”.
Le ultime statistiche raccontano che la Puglia è la penultima regione per numero di tamponi e le tempistiche sull’esito delle analisi non vanno sotto i quattro giorni di attesa.
Questo crea serie conseguenze, come nell’Ospedale della Murgia dove “nell’Spdc, Servizio di Psichiatria Diagnosi e Cura un operatore rientrato dalle ferie ha fatto il tampone ma, in attesa dell’esito, è stato collocato regolarmente al lavoro. Dopo alcuni turni ha conosciuto l’esito del tampone, il quale era positivo mandando in tilt il reparto bloccando immissioni e dimissioni. Insomma, la sanità pugliese continua a ‘vivere alla giornata’ mancando quella visione di insieme e a lungo termine che meriterebbero i cittadini pugliesi ma che, da ormai tantissimi anni, manca nell’azione politica della Regione”.












