Serpeggia malumore. La Lega fin da principio aveva fatto battaglia per ostacolare la candidatura di Raffaele Fitto alla guida della Regione Puglia, nonostante tutti i sondaggi e tutto il senso comune lo dessero come favorito, rispetto agli altri nomi messi sul piatto dalla coalizione. Nuccio Altieri per esempio, che poi avrebbe avuto la vice-presidenza in caso di vittoria, negli indici di gradimento all’elettorato non svettava oltre il 6%, a dispetto del 40% ed oltre di Fitto.

Qualcuno obietterà che i sondaggisti hanno sbagliato tutto, visto che fino all’ultimo istante il candidato di FDI era il favorito avverso Emiliano. Il vero problema però è insito nella natura sociologica del voto regionale o comunale, molto diverso da quello Nazionale (dove conta solo il vento d’opinione). Qui entrano in ballo altre dinamiche, che ribaltano totalmente le intenzioni di voto ed i consensi raccolti dai partiti. È la persona, la personalità forte del territorio a dirottare le percentuali, e non i loghi di partito.
Quando viene chiesto in un sondaggio “chi voterebbe”, uno cita il suo partito di riferimento generico, non le liste civiche, o partitini di nessun rilievo. Che però diventano fondamentali quando c’è “il candidato forte”, l’apparato, il consenso personale. L’Udc-Nuovo Psi è stato capace di raccogliere lo 0,77% ad Altamura (BA) ed il 12,73% a Gravina in Puglia, ovvero due paesi a 13 km di distanza. Un movimento che nel dato definitivo ha realizzato l’1,89%, addirittura in un paese diventa il movimento di centrodestra più suffragato.
Nessun lavoro demoscopico riesce a leggere tali dinamiche, campaniliste. Un altro esempio molto simile, in paesi simili ed attigui, lo troviamo a Locorotondo (BA), con Fratelli d’Italia al 33,35% – che nella vicinissima Alberobello (BA) fa il 10,30%. E potremmo andare avanti all’infinito. Sono i portatori di voto a determinare le vittorie, non le Segreterie Nazionali ed il quadro italiano. Specialmente al Sud.
Perché si sta dando la colpa della sconfitta alla Lega?
Fratelli d’Italia è diventato il primo partito della coalizione in Regione, passando dal 2,45% di 5 anni fa al 12,63% odierno. Forza Italia, che in media ha fatto il 4-5% nelle varie regioni, qui ha dato un buon 8,91%. La Puglia Domani, lista del presidente, ha fatto un ottimo 8,42% (senza nessun brand pregresso). Mentre il partito del Carroccio ha portato a casa un deludente 9,57%, appollaiato agli azzurri. Salvini ha dato l’anima ed è stato iper presente, come al suo solito. È una questione di liste territoriali, evidentemente con scarso appeal.




















