HomePoliticaDai ComuniTommaso Scatigna: “C’è un tempo per tutto e per tutti, lascio ad...

Tommaso Scatigna: “C’è un tempo per tutto e per tutti, lascio ad altri il testimone”

Tommaso Scatigna nasce a Putignano nel ’76, socio dell’azienda di famiglia inizia giovanissimo ad appassionarsi di politica. Diploma agrario e laurea in Giurisprudenza, dal 2010 guida Locorotondo (BA) come Sindaco. Dimessosi pochi mesi fa per accettare la sfida in Consiglio Regionale, non riesce ad essere eletto tra le fila di Fratelli d’Italia in Puglia. Subito dopo il voto annuncia il suo ritiro dalla militanza attiva, e allora ci siamo domandati perché…

Scatigna, 1.966 preferenze alle Regionali nella sua Locorotondo, e 5.480 in totale. Risultato sotto le attese? Come mai ha deciso di lasciare la politica attiva?

“Il mio risultato è pulito, senza alcun tipo di ingerenza, senza promesse, senza nessun potere d’acquisto, senza nessun potere clientelare. Sono preferenze meritate sul campo, in molti territori non ero conosciuto.

Lascio la politica perché non sono stato eletto, tutti coloro i quali dicono che la politica si possa fare anche da fuori, evidentemente non l’hanno mai fatta da dentro. Non si sono mai esposti, non ci hanno messo la faccia, non si sono presi valanghe di fango, umiliazioni, né schierati.”

Dal giugno 2010 lei guidava l’amministrazione comunale di Locorotondo, e si è dimesso pochi mesi fa per correre con Fratelli d’Italia al Consiglio Regionale. Col senno di poi, è stato un errore?

“Mi sono dimesso qualche mese prima della scadenza naturale del mio mandato perché credevo che al mio paese occorresse avere questa possibilità, ovvero di essere seriamente rappresentato sui tavoli dove si decide il futuro delle comunità pugliesi.

Questo messaggio non è stato recepito in toto, tuttavia un buon politico lascia dietro di sé una buona classe dirigente. Credo di avere dato tanto spazio a giovani che tutt’ora sono amministratori. Resta, ovviamente, la scia di amarezza per non essere stato sostenuto con piena convinzione.”

Anche il risultato di Raffaele Fitto contro Michele Emiliano è stato decisamente sottotono rispetto alle aspettative. Lei che idea si è fatto? Cos’è successo?

“Pochi di noi si aspettavano che Emiliano fosse riconfermato alla guida della Regione Puglia. Lo dico perché ho tastato piazze, territori, aziende, imprese, settori, e c’era grande convinzione che qui le cose non avessero funzionato.

Detto ciò, il candidato non è stata una nostra decisione, a nostra volta siamo stati candidati. Se Fitto avesse vinto, oggi staremmo parlando di altro e oggi sarei consigliere regionale.”

Se si guarda indietro, di cosa è soddisfatto alla guida di Locorotondo?

“Non sono pentito di avere lasciato la guida di Locorotondo qualche mese prima, innanzitutto. Ho lasciato il paese a ‘Contagi Zero’ per Covid-19. Oggi ahimè abbiamo un deceduto, oltre 23 contagi, 60 persone in isolamento fiduciario.

Questo senza dubbi non è colpa di nessuno, ma sono profondamente convinto di avere dato al mio paese più di quanto – forse – mi sia stato riconosciuto. Aveva ragione chi diceva che ‘non c’è gioia per una vittoria, equiparabile a una delusione per una sconfitta’.

Non vi nascondo che negli ultimi giorni leggo quasi un pentimento negli occhi delle persone, nei bisbigli, la mortificazione per il fatto che non mi sia stato riconosciuto tutto il Cuore che ci ho messo da Sindaco e da amministratore comunale.”

A 14 anni inizia a militare nel Movimento Sociale, a 16 è coordinatore del Fronte della Gioventù. Nel ’94 diventa il più giovane consigliere comunale nella storia d’Italia per Alleanza Nazionale. È sicuro che non riavrà un “ritorno di fiamma”?

“Riparto dalle radici, dalla mia famiglia. Sono convinto che nella vita ci sia un tempo per tutti e un tempo per tutto, io evidentemente ho fatto il mio tempo. Forse sarò ricordato più in là, quando ci saranno termini di paragone da fare.

Il periodo è stato difficile da superare, però sono già ripartito. Sto dando sostegno a mio padre che opera nel campo dell’edilizia, e sono rientrato con convinzione e umiltà in questo settore. Sono un marito, padre di una bambina, e oggi ho orizzonti diversi. Sono una persona libera.”

Banner donazioni

Telegram PugliaIn

Per seguire in tempo reale tutte le news iscriviti gratuitamente al nostro canale Telegram

Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

Ultimi Articoli

spot_img
spot_img