La domanda che in questi giorni si ripete a tutte le latitudini è: come sarà questo Natale? Cosa si potrà fare e, soprattutto, quali limitazioni verranno introdotte?
Nessuna certezza al momento. Se non la consapevolezza che ci saranno restrizioni come chiedono a gran voce gli esperti per cercare di evitare una terza ondata della pandemia in atto che promette di essere davvero pericolosa per tutti noi.
Intanto la maggioranza ha raggiunto una intesa per depositare in Senato una mozione unica sugli spostamenti nei giorni di Natale.
“Ci stiamo riflettendo in queste ore. Dobbiamo scongiurare a ogni costo una terza ondata, perché sarebbe devastante anche sul piano della perdita di vite umane”, ha detto ieri il premier Giuseppe Conte.
Dalla del Cts di ieri è arrivata l’indicazione di un inasprimento delle misure anti-Covid e un aumento dei controlli in vista del Natale per evitare assembramenti che potrebbero portare a un nuovo aumento della curva dei contagi. “Le norme già ci sono e sono quelle del Dpcm del 3 dicembre – spiegano dal comitato tecnico scientifico – basta modularle nel modo giusto”.
Intanto ieri sera il ministro della Salute Roberto Speranza ha avuto un confronto con il premier Giuseppe Conte e questa mattina ha svolto un incontro con i rappresentanti delle Regioni per cercare soluzioni condivise a livello nazionale.
“Penso che sia utile e necessario restringere ancora di più durante le festività. Questa è la posizione che viene fuori dal Cts, verrà fuori anche dalle Regioni e ce lo chiedono anche i Comuni” ha affermato il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia.
“Penso che sia molto responsabile anche da parte nostra essere conseguenti. A maggio eravamo arrivati allo 0.5 di indice contagio, di Rt, ma avendo avanti giugno, luglio e agosto. Ora grazie alla misure già prese siamo su quella strada ma abbiamo di fronte gennaio, febbraio e marzo e dobbiamo essere responsabili – ha avvertito – Dobbiamo sapere che dal 7 gennaio si riparte, ma si riparte mettendo in sicurezza le reti sanitarie il più possibile. Se non lo facciamo durante le feste di Natale, quando dobbiamo farlo…”.
“In questo momento – ha sottolineato Boccia – la decisione che si aspetta riguarda tre giorni, ovvero 25, 26 e 31 dicembre che tutto il resto del periodo che è già sottoposto a prescrizioni molto chiare. Ritengo che dalle giornate prefestive fino al 6-7 gennaio è più utile chiudere per tutti. Vogliamo chiudere il più possibile. La mia posizione e quella di Speranza sono note, vogliamo condividerle con le Regioni”.
Il testo che dovrebbe essere portato in Aula come mozione e poi trovare spazio nel prossimo dpcm parla di nuove misure relative a “spostamenti nelle giornate del 25 e del 26 dicembre 2020 e 1° gennaio 2021, sulla base della più rigorosa analisi delle evidenze scientifiche fornite dal Comitato tecnico scientifico, garantendo la massima equità di trattamento tra cittadini residenti in comuni di diverse dimensioni” e impegna il governo a prevedere “nell’eventualità di nuove restrizioni, a prevedere misure di ristoro economico proporzionate alle perdite di fatturato anche nei confronti di quelle attività per le quali è attualmente prevista l’apertura”.












