Arriva dalla decisione del Tar di Bari uno stop all’ordinanza di Michele Emiliano con cui si disponeva la chiusura per due settimane (fino al 5 marzo) delle scuole di ogni ordine e grado in Puglia. Il Tar di Bari, con un decreto urgente, ha sospeso l’ordinanza in vigore dalla giornata di ieri in tutta la Puglia e che prevedeva la Didattica a Distanza per il 100% degli studenti.
Il provvedimento ha efficacia immediata, gettando nel caos l’intero mondo della scuola che, secondo la legge, da domani mattina dovrebbe tornare in presenza per le scuole elementari e medie, mentre per le superiori si prevede una presenza al 50% nelle aule.
Il tutto però senza un piano ed a malapena una comunicazione arrivata nel tardo pomeriggio che costringe famiglie, insegnanti e strutture scolastiche a lunghe ed affannose rincorse alla ricerca della risposta giusta: domani si deve andare a scuola o no?
Secondo il Tar di Bari le scuole devono essere immediatamente riaperte, ed anche la Puglia deve seguire le norme in vigore con l’ultimo dpcm del governo-Conte, che prevede una presenza nelle aule delle scuole superiori al 50% ed al 100% nei gradi inferiori di istruzione.
“L’approccio della Regione – secondo il presidente della Terza sezione, Orazio Ciliberti, che ha deciso in modalità monocratica – appare contraddittorio nelle sue motivazioni e non coerente con la classificazione della Puglia in zona gialla. Il limite del 50 per cento – è detto nel provvedimento – è una soglia al di sotto della quale deve ritenersi non sufficientemente assolto, né garantito lo standard minimo dei servizi scolastici”.
Il giudice non è stato convinto dal riferimento, posto a fondamento della chiusura imposta da Emiliano, “della necessità di vaccinare tutti gli operatori scolastici”. Cosa che, con i tempi tecnici necessari, appare del tutto impossibile nei prossimi 15 giorni.
“Se l’esigenza fondamentale fosse davvero quella dichiarata di consentire la attuazione del piano vaccinale degli operatori scolastici, il provvedimento regionale impugnato – scrive il giudice – dovrebbe essere prorogato o rinnovato per un periodo più lungo, la qual cosa non potrebbe che vanificare l’apporto didattico e formativo dell’anno scolastico 2020-2021 per alunni e studenti in Puglia, in violazione dei livelli essenziali di prestazione fissati dallo Stato”.
Il Tar nel merito del ricorso di una associazione, deciderà il prossimo 17 marzo, ovvero quando in ogni caso l’ordinanza avrà concluso la sua efficacia.
Ed intanto i genitori non sanno se domani mattina i propri figli devono andare in classe, dovranno accandere il computer oppure dovranno trovare urgentemente una babysitter.











