HomeCronacaLutto nel giornalismo pugliese, nella notte si è spento Renato Moro

Lutto nel giornalismo pugliese, nella notte si è spento Renato Moro

Un improvviso lutto nel mondo del giornalismo pugliese ha colpito i colleghi ed amici del Nuovo Quotidiano di Puglia. Per un improvviso malore, infatti, è venuto a mancare Renato Moro, il caporedattore centrale.

“Renato Moro ci ha lasciati – scrivono affranti i suoi colleghi, che erano in primo luogo i suoi amici e compagni di viaggio – è morto questa notte il caporedattore centrale del Nuovo Quotidiano di Puglia. Il prossimo aprile avrebbe compiuto 61 anni. Lascia una moglie, la nostra collega vice caposervizio Anna Rita Invidia, e tre figli: Eugenio e Ludovica, avuti in prime nozze, e il piccolo Carlo”.

“Originario di Galatone – proseguono nel ricordo – Renato è nato giornalista. Perché giornalisti si nasce o si diventa, ma non è mai la stessa cosa. Lui ci era nato. Curioso, attento, acuto, ironico, all’occorrenza sarcastico e disincantato davanti alle cose del mondo, di un altrove irraggiungibile o dietro l’angolo, ha raccontato la cronaca come pochi, esponendola e analizzandola nella sua complessità e nella sua banalità, e spesso nelle sue miserie. In prima linea negli anni bui della Sacra corona unita, ha colto la gravità della trasformazione in atto nella criminalità salentina e pugliese, evidenziandone l’evoluzione da malavita in mafia organizzata, meglio dei tanti che per professione avrebbero dovuto cogliere il cambio epocale che questo territorio era chiamato a vivere. E ha affrontato con coraggio il rischio che tutto questo significava”.

iIn mattinata è arrivo un messaggio di cordoglio del sindaco di Lecce Carlo Salvemini.

“Renato ha raccontato i travagli, le contraddizioni, le ambizioni, le sconfitte e le speranze della nostra terra. Lo ha fatto con la professionalità e la consapevolezza del giornalista serio, puntuale, scrupoloso e attento ai fatti. Capace di coltivare la profondità, anche a dispetto dello spirito degli ultimi tempi.

Non sono in tanti a potersi consentire di alzare credibilmente la voce con le istituzioni, di richiamare un intero territorio a prendere coscienza dei propri limiti e delle proprie mancanze, di suonare la sveglia e di essere ascoltati davvero: Renato era uno di questi. I suoi articoli erano e saranno da leggere. La sua voce una di quelle che continueranno ad essere ascoltate, anche oltre questo doloroso passaggio.

La famiglia del Nuovo Quotidiano di Puglia perde uno dei suoi padri, che un tempo era stato figlio del giornale. Il giornalismo salentino una personalità riconosciuta e stimata, difensore appassionato di un mestiere che le insidie della modernità mettono in difficoltà. La famiglia e gli amici un uomo, un compagno, un padre di dolcezza mai esibita, gentilezza naturale, timidezza malcelata”.

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Redazione
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