Da oggi altre quattro regioni in zona bianca. Dopo Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna, riaprono anche Abruzzo, Umbria, Liguria e Veneto mentre nel resto dei territori, in zona gialla, il coprifuoco slitta di un’ora, a mezzanotte. Se i dati in Puglia proseguiranno la discesa registrata in queste ultime due settimane potrebbe scattare la zona bianca a partire dal prossimo 14 giugno.
Nelle ultime 24 ore su tutto il territorio nazionale ci sono stati solo venti ingressi in terapia intesiva, che hanno riguardato in tutto dieci regioni. In tutta Itaia i malati di Covid sono al momento 192mila.
“Le cose stanno andando bene e non dobbiamo continuare a preoccuparci di varianti”, spiega il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, ma è necessario continuare a rispettare le regole e “tutti quanti dobbiamo sapere che il mese di luglio sarà la svolta completa e assoluta: avremo superato la metà della popolazione con almeno una dose di vaccino” e per settembre-ottobre si prevede di raggiungere una “protezione di comunità”.
L’ultimo dossier ancora sul tavolo di tecnici e politici è quello della riapertura delle discoteche. Anche se non si sa ancora con certezza come e quando, le sale da ballo dovrebbero ripartire il prossimo mese. Ma già martedì prossimo in serata al ministero della Salute è previsto un incontro con i gestori dei locali sul tema, i cui risultati – come da protocollo – potrebbero essere riportati al ministro della Salute, Roberto Speranza, affinché possa infine valutare i tempi e i metodi più adeguati. Anche su questo il sottosegretario Sileri si dice convinto che il nodo sarà sciolto in tempi brevi: “Ho fatto una riunione con la direzione generale della prevenzione – spiega – facendo presente che se abbiamo un green pass dobbiamo crederci per avere accesso a una maggiore libertà. Dovremmo arrivare a un punto quanto prima in cui si può anche ballare se si è muniti di green pass. Usiamo il green pass, magari riduciamo le persone”.
E sul rischio che si possano eludere le verifiche sul certificato verde, aggiunge: “se abbiamo più della metà della popolazione vaccinata e il numero dei giovani vaccinati continua a salire, le chance che si possa trovare qualcuno che sul green pass non viene controllato e che sia positivo sono estremamente basse”.











