All’Assemblea di Confindustria oggi è stato il giorno di Mario Draghi. Non appena il presidente Carlo Bonomi ha nominato il premier seduto in platea, gli industriali accorsi numerosi all’appuntamento annuale in corso a Roma lo hanno salutato con un lungo applauso e una vera e propria standing ovation. Il premier a sua volta si è alzato e si è rivolto ai presenti, in segno di ringraziamento.
“Le previsioni del governo – ha detto Draghi – stimano una crescita intorno al 6% quest’anno, a fronte del 4,5% ipotizzato in primavera. A luglio il numero di occupati è cresciuto di 400mila unità rispetto all’anno prima. L’Italia sta crescendo oltre le stime. Ma restano preoccupazioni: tra i dipendenti un quarto dei nuovi occupati ha ricevuto un contratto a tempo determinato. La crescita che abbiamo davanti è un rimbalzo rispetto alla contrazione dello scorso anno: una delle recessioni più forti in Europa. Era inevitabile che alla riapertura si accompagnasse una ripresa. La sfida è che sia duratura e sostenibile”.
Il premier è intervenuto anche sul tema del rincaro bollette. “Senza un intervento del governo, nel prossimo trimestre il prezzo dell’elettricità potrebbe salire del 40%, e quello del gas del 30%. Perciò abbiamo deciso di eliminare per l’ultimo trimestre dell’anno gli oneri di sistema del gas per tutti, e quelli dell’elettricità per le famiglie e le piccole imprese: ne discuteremo oggi stesso in Cdm”.
“Nel discorso del premier Mario Draghi all’Assemblea di Confindustria abbiamo molto apprezzato la centralità attribuita alle imprese. Vediamo finalmente che l’esecutivo mostra sensibilità ai temi dello sviluppo mettendo al centro della sua attenzione l’economia reale, accelerando su riforme e investimenti per evitare rischi congiunturali”.
Questo il commento del Presidente di Confindustria Puglia Sergio Fontana.
“Un’importante apertura del Governo – continua il Presidente Fontana – ad un dialogo costruttivo con il mondo imprenditoriale su alcuni temi per noi imprescindibili per una grande stagione positiva di rinascita, come gli investimenti infrastrutturali, la semplificazione burocratica, la competitività delle imprese sul mercato globale. Siamo fortemente convinti che un grande piano infrastrutturale sia imprescindibile per il Paese, crediamo nella necessità di semplificare gli iter e ridurre i tempi delle opere pubbliche. In particolare, abbiamo apprezzato l’auspicio, espresso sia nelle parole del Presidente Draghi che del Presidente Bonomi, di avviare, con l’impegno di tutti, un patto tra Governo, imprese e parti sociali per il rilancio economico e sociale del Paese in una prospettiva economica condivisa. Parole che danno grande fiducia sulle prospettive dell’Italia e sull’impegno del Governo per mantenere una ripresa duratura e sostenibile. La complessità e l’ampiezza dei problemi posti dalla pandemia richiedono impegni sinergici per far ripartire la nostra economia: è importante che tutte le forze politiche, le organizzazioni sindacali e di rappresentanza delle imprese condividano obiettivi comuni. Una sfida per il governo e per tutto il sistema produttivo e le parti sociali”.











