L’analisi della spesa farmaceutica regionale all’attenzione dei lavori della seduta congiunta delle Commissioni bilancio e sanità, presieduta da Fabiano Amati e Mauro Vizzino.
Su richiesta del consigliere Antonio Tutolo, sono stati convocati in audizione i dirigenti delle Sezioni finanza e controllo in sanità e della spesa farmaceutica, al fine di conoscere se corrisponde a verità che la Regione Puglia spende molto in farmaci molto di più rispetto alle altre Regioni.
Il dirigente della Sezione farmaci e assistenza integrativa, dott. Stella, ha illustrato i dati relativi ai tetti di spesa della farmaceutica, distinguendo quella convenzionata da quella per acquisto diretto di farmaci e gas medicali, evidenziando che complessivamente assorbono il 14, 85 per cento del FSN. Tra gli strumenti per il contenimento della spesa farmaceutica si deve considerare l’appropriatezza prescrittiva. Infatti la strategia di riduzione della spesa si è concentrata su come migliorare l’appropriatezza prescrittiva e attuando un maggiore controllo e verifica.
A fronte delle indicazioni deliberate dalla Giunta regionale queste azioni hanno consentito una importante riduzione, tant’è che dal 2017 la spesa convenzionata ha registrato una graduale riduzione, fino ad avvicinarsi, nel 2021, al valore di riferimento della media nazionale Osmed. Dai dai registrati emerge che nel 2017 c’è stata una riduzione di 28 milioni, nel 2018 di 46 milioni, nel 2019 di 6,5 milioni, nel 2020 di 16,9 milioni e nei primi quattro mesi del 2021 di 9,8 milioni. Una riduzione quindi complessiva di 108 milioni di euro in 4,5 anni, facendo risultare la Regione Puglia adempiente, per la prima volta nella storia, con riferimento al rispetto del tetto di spesa convenzionata.
Quella che ancora presenta criticità è la spesa per acquisti diretti, dove ha un forte impatto il prezzo dei farmaci. Infatti solo per il 2020 si è avuto uno scostamento di 263 milioni di euro.
Il punto cardine per governare la spesa è quello relativo al prezzo dei farmaci. Pertanto, il parametro che si è voluto aggredire è quello del prezzo tramite le gare centralizzate.
Le linee strategiche messe in campo dalla Regione nel periodo 2018/2021 per la riduzione della spesa per acquisto diretto di medicinali, riguardano l’istituzione del tavolo tecnico regionale per gare farmaci con funzioni di indirizzo strategico e supporto tecnico al soggetto aggregatore, l’avvio dei rapporti di collaborazione con altri soggetti aggregatori per l’adesione a gare sui farmaci a più alto costo recentemente scaduti di brevetto ed il supporto istruttorio al soggetto aggregatore nella difesa di contenziosi con ditte farmaceutiche inerenti appalti sui farmaci.
Da alcuni esempi di differenza nei costi di farmaci ad elevato impatto di spesa per acquisti diretti è emerso che il costo di un farmaco, per il trattamento delle leucemie e tumori gastro- intestinali, è pari a 19,80 euro per una confezione di generico a fronte di 1.599 euro per una confezione brand.
In ultimo è stato evidenziato che le azioni che le Aziende devono implementare sono le politiche per la riqualificazione della spesa per acquisti diretti. Per fare ciò le politiche di acquisto devono consistere nelle disponibili iniziative attive del soggetto aggregatore e nell’appropriatezza prescrittiva (farmaci a minor costo a parità di indicazioni terapeutiche). È necessario condividere gli obiettivi con in clinici che devono prendere coscienza che contribuiscono all’equilibrio economico del SSR, il cui ruolo fondamentale ce l’hanno le direzioni sanitarie ed infine le Aree farmaceutiche dovranno usare i cruscotti di monitoraggio.
Alla luce dei dati illustrati con il supporto delle slides dalla struttura regionale, la Commissione si è riservata di approfondire e di dedicare la prossima seduta a specifici chiarimenti.











