I pescatori di tutta Italia hanno tirato in barca le reti e incrociato le braccia. Dopo il fermo del fine settimana sarebbero potuti tornare in mare, ma non lo hanno fatto proclamando uno sciopero che andrà avanti ad oltranza ancora per una settimana.
La protesta dei pescatori parte dal caro gasolio, che fa salire alle stelle le spese per una pescata. Il gasolio è arrivato a costare 1,10 euro al litro.
Quindi è facile comprendere come per una uscita in mare servono 6-700 litri al giorno. Tra stipendi e carburante una giornata di lavoro costa oltre mille euro ed è sempre più difficili far quadrare i conti considerando i prezzi all’ingrosso ed al dettaglio del pescato.
Questa mattina a Roma i pescatori hanno manifestato in piazza Santi Apostoli per sensibilizzare l’opinione pubblica sul difficile momento che stanno attraversando.
Una delegazione di marittimi è stata ricevuta dal sottosegretario di Stato Francesco Battistoni che si è detto pronto a promuovere ogni iniziativa, di concerto con gli altri ministeri interessati, per reperire ulteriori risorse per il comparto ittico e per trovare soluzioni adeguate ai problemi che affliggono gravemente il settore.
Presente anche a Roma, insieme alla delegazione della marineria di Manfredonia (Foggia) anche il consigliere regionale di Forza Italia Giandiego Gatta. “Oggi sono a Roma con i pescatori di Manfredonia per partecipare alla manifestazione di protesta contro il caro energia, che sta letteralmente piegando il settore”.
“Un grido di dolore – scrive Gatta – che non può restare inascoltato ed è per questo che ho voluto accompagnare le marinerie della mia terra e di tutti i Comuni costieri d’Italia con il sindaco di Manfredonia Rotice, l’assessore comunale Vitulano, il commissario regionale di Fi, l’on D’Attis, e l’on. Tasso. I costi per le nostre imbarcazioni sono aumentati di oltre il 100% e non ci sono più le condizioni per andare avanti, con il gasolio ormai alle stelle, che si aggiunge ad altri gravi problemi del comparto pesca. Ci auguriamo che alle parole di Battistoni seguano azioni politiche in tempi ragionevoli perché la pesca, per la Puglia, è un’attività identitaria, in cui la storia di migliaia di famiglie si intreccia con quella della nostra terra. Non ci arrendiamo e continueremo, da Roma a Bari, a far sentire le ragioni del comparto e di tutti gli operatori economici stremati dagli insostenibili rincari”.











