La battaglia giudiziaria per un seggio in Consiglio Regionale sembra arrivata al suo termine. Il Consiglio di Stato, infatti, ha ritenuto inammissibile in sede giurisdizionale il ricorso presentato da Sergio Blasi per revocazione della precedente sentenza del Consiglio di Stato sull’interpretazione fatta della legge elettorale e sull’assegnazione dei seggi di maggioranza tra i vari collegi pugliesi, che ha portato Ruggiero Mennea (Bat) in Consiglio Regionale ed ha estromesso Sergio Blasi (Lecce) per i seggi assegnati al Partito Democratico.
“Ero fiducioso in tale esito – ha sottolineato Mennea – perché ero e sono fermamente convinto che le operazioni dell’Ufficio Centrale regionale, presieduto da un magistrato di alto profilo, erano state compiute nel pieno rispetto della legge elettorale.”
“Dopo quasi due anni in cui sono stato vittima di stalking giudiziario, è stato vanificato l’ultimo e disperato tentativo di sovvertire la volontà popolare – prosegue Mennea – e di cambiare i risultati certificati dalla Corte d’Appello che avevano sancito la legittimità della mia elezione in Consiglio regionale”.
“Questo esito è ancora più gratificante non solo perché rende giustizia a tutti gli elettori che hanno voluto darmi fiducia, ma soprattutto perché quando si affronta la politica in maniera legale e trasparente, e quando si combatte per le proprie idee con la convinzione di essere nel giusto, i risultati non possono che essere positivi. Un ringraziamento particolare va ai miei avvocati, Prof. Carbone, Avv. Monello, Avv. Matassa e Avv.ssa Volse, che mi hanno rappresentato in modo esemplare, con la professionalità che li contraddistingue”.
“Quando la legalità e la giustizia vincono – conclude Mennea – è sempre un giorno di festa, malgrado nella mia città si stia consumando uno scontro che ha poco di politico e molto di personale. Spero davvero di poter contribuire a rilanciare e a costruire una nuova cultura della legalità, nel rispetto dei principi democratici, anche a Barletta. Questa città ne ha un disperato bisogno per rinascere e per bandire definitivamente quel sistema di potere clientelare che l’ha tenuta in ostaggio fino ad oggi”.











