AAA medici cercasi. In una specie di calciomercato drammatico e dolosamente colpevole la Regione Puglia cerca di rattoppare i buchi creati nella sanità pugliese andando a cercare un po’ ovunque gente con una laurea in medicina e magari una specializzazione che possa accettare di lavorare in condizioni disastrose come quelle della medicina d’urgenza in Puglia. Dal Gargano al Salento, i Pronto Soccorso sono intasati, soprattutto ora che la Puglia è piena di turisti.
Ma questo lo sapevamo da mesi. Solo che è mancata, clamorosamente, una programmazione in grado di rafforzare l’offerta sanitaria regionale ed intensificare le presenze di personale qualificato proprio quando la domanda è più alta.
Una semplice regola di mercato che dovrebbe portare ad indicare come “colpevoli” i responsabili di questo disservizio e che, invece, viene visto come una “macchia” (per non dire macchietta) dagli stessi vertici regionali.
Così Emiliano l’altro giorno parlando all’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti (che è una struttura comunque privata): “Stiamo cercando medici dappertutto, come se fossero calciatori di gran livello. Li inseguiamo e li corteggiamo, cerchiamo di farli venire anche nelle località più complesse. Tutto il sistema dell’emergenza-urgenza è sottoposto ad uno stress formidabile, ma anche nell’attività ordinaria c’è difficoltà nel reperire medici di tutte le specialità”.
Si è mai chiesto davvero, il Presidente Emiliano, per quale motivo i professionisti scappano dalle strutture pubbliche pugliese appena ne hanno una mezza possibilità, o preferiscono trasferirsi in altre regioni ed in realtà meno stressanti e “pericolose” della Puglia?
Si parla di formazione, di perfezionamento, di sviluppo delle università e delle discipline sanitarie. Eppure medici, infermieri ed oss ci servono ora. Oggi. In questo momento. Dov’è finita la programmazione del personale? Dove sono i concorsi fatti con trasparenza e legalità?
“Quanto sta accadendo nella Sanità pugliese – sottolinea Ignazio Zullo, capogruppo in Regione di Fratelli d’Italia – ha sicuramente una matrice: il disinteresse e la sciatteria del presidente Emiliano nella programmazione di un sistema sanitario funzionale alle esigenze non solo della platea di utenti ma anche degli operatori sanitari. La fuga dal 118 dei medici a Mesagne è solo uno dei tasselli di un puzzle carente di pezzi e che non consente la fruibilità del servizio sanitario dell’intera Puglia. Questo perché, ormai da anni, siamo abituati non a politiche di pianificazione ma a campagne elettorali e campagne acquisti, schemi di potere e distribuzione di incarichi utili solo alla crescita politica di Emiliano e della sua cerchia. Clientelismo che puntualmente sfocia in cronaca e che getta fango su una regione che meriterebbe ben altro. Come può, quindi, un medico decidere di prestare servizio in luoghi in cui mancano le basi per poter svolgere la professione dignitosamente? Forse Emiliano, anziché lanciarsi in campagne di internalizzazione del personale, avrebbe dovuto tessere la tela per una sanità eccellente, che il potenziale delle strutture e delle professionalità pugliesi consentirebbe”.











