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Puglia, il M5S si accorge solo ora dell’anomalia dell’Arpal

Il Movimento 5 Stelle pugliese, quasi all’improvviso (o più correttamente, ora che siamo sotto elezioni) si è accorto dell’anomalia del direttore generale dell’Arpal, ruolo ricoperto da Massimo Cassano, ed ora ne chiede le dimissioni gridando allo scandalo.

Mentre in Regione Puglia non una parola sulla situazione dell’Arpal, da tempo messa all’indice dalle opposizioni, adesso arriva la nota del capogruppo del M5S in Commissione Bilancio al Senato Gianmauro Dell’Olio.

“È inaccettabile che il direttore generale dell’Arpal Massimo Cassano, candidato nelle liste del Terzo Polo, dichiaratamente contro il Reddito di Cittadinanza, di cui le Politiche attive del lavoro dovrebbero essere una parte fondamentale, non solo non si sia ancora dimesso dall’incarico di dg, ma non abbia avuto neanche il buongusto di sospendersi dall’incarico”.

Ma questo è il minimo. Mentre Cassano è impegnato nella sua campagna elettorale, l’attività dell’Arpal prosegue.

“E, inoltre, come se niente fosse, su Twitter vediamo le sue foto mentre firma contratti di assunzione, in piena campagna elettorale, per persone che fanno riferimento a posizioni a tempo determinato… che ora diventano a tempo indeterminato. E le persone che sta assumendo non sono i Navigator, come alcune voci di stampa danno a intendere. Queste sarebbero le sole figure professionali che dovrebbe assumere con quei soldi, come previsto dalle ultime normative, che chiedevano di usare i residui per assicurare dei mesi di proroga a queste persone, che non sono mai state facilitate nel loro compito, in Puglia come in molte altre regioni. Le sole figure professionali considerate un peso dal direttore generale dell’Arpal sono i navigator, professionisti che hanno dimostrato di avere competenze nel gestire chi deve essere accompagnato in un percorso di formazione per riqualificarsi o entrare nel mondo del lavoro. Le politiche attive del lavoro sono una cosa seria, e non possono essere strumentalizzate in questo modo da nessuno, soprattutto da chi è in una posizione dalla quale dovrebbe tutelarle”

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Redazione
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