Tre giorni fa, nella giornata del 20 Dicembre si è consumata una violenta aggressione ai danni di un autista delle Ferrovie del Sud Est a Taranto: un utente dopo essersi rifiutato di scendere dal bus arrivato al capolinea, si è scagliato contro l’autista che ha riportato due costole rotte e significative tumefazioni con una prognosi di 25 giorni.
A renderle pubblica l’aggressione del dipendente FSE una nota dell’Usb. “Quello delle aggressioni agli autisti – scrivono dal sindacato – è un fenomeno oramai comune su tutto il nostro territorio regionale e nazionale che dimostra la gravosità della mansione degli Autoferrotranvieri lasciati letteralmente soli, con scarse tutele ed il tutto per retribuzioni tabellari inferiori alle 10 Euro l’ora: una professione non più ambita come un tempo, colpita da una vera e propria emergenza lavorativa che sta rendendo difficoltosa la ricerca di personale disposto a lavorare a tali condizioni che a nostro avviso sono oramai inaccettabili”.
E mentre peggiorano le condizioni di lavoro degli autisti, aumentano i pericolo. E’ ancora Usb a parlare.
“E la totale inerzia delle istituzioni e delle aziende nei confronti dei Lavoratori è imbarazzante: il personale dovrebbe essere tutelato e non abbandonato al caso! Invece si continua a proseguire sulla strada dell’indifferenza, riducendo risorse per i servizi e per il personale che con l’introduzione dell’agente unico e l’eliminazione dei bigliettai e controllori la cui presenza potrebbe rappresentare un deterrente, si sono ritrovati letteralmente soli ad affrontare situazioni sempre più critiche”.
“Chiediamo – conclude il sindacato – che istituzioni e parti datoriali pongano in essere soluzioni concrete che tutelino realmente i lavoratori ed in grado di comprendere le cause di tali eventi, anziché cercare di limitarne gli effetti, soprattutto quando diventa troppo tardi per agire”.











