Scattano i sigilli al circo “Amedeo Orfei” in questi giorni a Surbo, alle porte di Lecce, per delle presunte irregolarità relative alle autorizzazioni. Un sequestro provvisorio d’urgenza è stato infatti eseguito intorno alle 17 di ieri dagli agenti di polizia locale, su disposizione del pubblico ministero presso la Procura della Repubblica di Lecce Alberto Santacatterina.
Le presunte anomalie contestate ai gestori del circo non hanno a che fare con gli animali, né con le condizioni di salute degli stessi, ne tanto meno con l’aggressione dei giorni scorsi subita dal domatore ad opera di una delle tigri del circo. A far scaturire la misura è stata la mancata autorizzazione per i pubblici spettacoli. Una questione burocratica determinante per poter organizzare il circo.
Per l’Oipa (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) “Ci chiediamo per quanto tempo ancora il Direzione generale dello Spettacolo del Ministero della Cultura continuerà a versare denaro pubblico ai circhi con gli animali», commenta il presidente dell’Oipa, Massimo Comparotto. «Il Circo Amedeo Orfei ha ricevuto contributi pubblici del Fondo unico per lo spettacolo (Fus), come attesta questo documento. Oltre a chiedere l’eliminazione dei circhi che utilizzano animali, chiediamo che il Ministero smetta di finanziare spettacoli che rendono acrobati e clown esseri senzienti dietro i cui esercizi possono nascondersi privazioni, maltrattamenti e sofferenze”.
L’Oipa chiede al Ministero di sostenere con denaro pubblico, e dunque proveniente anche dai contribuenti che aborrono tali spettacoli, i soli circhi senza animali in quanto rispettosi del nuovo articolo 9 della Costituzione, che tutela anche gli animali, ed educativi, mostrando i talenti umani e non le penose costrizioni di esseri senzienti costretti dall’uomo a dare spettacolo a forza di pesanti addestramenti e una vita di cattività dietro le sbarre, con spazi a disposizione esigui, e perennemente sotto stress.











