HomeEconomia & SviluppoDema vuole chiudere lo stabilimento di Brindisi. D'Attis: "No ai ricatti dell'azienda"

Dema vuole chiudere lo stabilimento di Brindisi. D’Attis: “No ai ricatti dell’azienda”

Dema chiude a Brindisi per aprire in Campania? A rischio ci sono 151 maestranze nel brindisino, dopo che il gruppo industriale del settore aeronautico ha fatto sapere di non essere più interessato ai due opifici nel territorio messapico.

I lavoratori ed i sindacati, naturalmente, non ci stanno a quello che sembra essere esclusivamente un discorso finanziario legato anche a possibili sovvenzioni pubbliche, che non tengono in alcun conto la presenza di centinaia di famiglie che rischiano, da un giorno all’altro, di trovarsi senza uno stipendio.

“La vertenza del gruppo Dema evidenzia, ogni giorno di più, aspetti grotteschi che si traducono in penalizzazioni inaccettabili per il territorio brindisino. Il gruppo vuole chiudere i due stabilimenti di Brindisi (con la perdita di 151 posti di lavoro) ed allo stesso tempo chiede ad Invitalia 22 milioni di euro per un nuovo investimento a Somma Vesuviana“.

Le parole del commissario regionale di Forza Italia, on Mauro D’Attis, sono importanti e ferme.

“Lo Stato non può sostenere una lotta fra territori, con penalizzazioni economiche ed occupazionali per chi soccombe su decisione aziendale. È questo il motivo per cui ho chiesto un incontro urgente al Ministro per le imprese Urso, a cui confermerò la mia volontà di ostacolare con ogni strumento l’erogazione di denaro pubblico nei confronti di un’azienda che si dimostra inaffidabile e poco rispettosa delle competenze territoriali e dei diritti dei lavoratori. Cose che saranno ben note, ne sono certo, al Prefetto di Brindisi La Iacona. A ciò si aggiungono, infine, anche gli “avvertimenti” che il legale del gruppo Dema continua a rivolgere ai lavoratori brindisini, collegando le legittime proteste al rischio di perdita di commesse”.

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Redazione
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