La sanità pugliese ha accumulato il pesantissimo debito di 450 milioni di euro. Un debito che dovrà esser ripianato e che attualmente rappresenta il dossier più corposo sul tavolo di Michele Emiliano, dell’assessore alla Sanità Rocco Palese e di quello al Bilancio Raffaele Piemontese.
Ma è una situazione di difficile soluzione, senza andare ad intervenire su un duro aumento delle addizionali regionali a carico di tutti i pugliesi. E’ fondamentale, allora, che del problema venga investita nel suo complesso la politica, e che non venga posto in essere una soluzione realizzata da pochi.
Di questo tenore è l’intervento dei consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, che chiedono un apposito Consiglio Regionale monotematico. Sempre che, però, il Consiglio Regionale sia in grado di esprimere un dibattito serio e non, come purtroppo avviene fin troppe volte in questa legislatura, una sterile presenza prima della mancanza del numero legale.
“Quando si decide come ripianare un debito nella Sanità che ammonta a ben 450milioni di euro, pensare di farlo in un <cenacolo a tre> (presidente Emiliano e gli assessori Piemontese e Palese) è un insulto alla trasparenza e alla democrazia. L’annuncio che non saranno aumentate l’IRPEF e l’IRAP sa tanto di spot elettorale. Dire ai pugliesi: non vi aumentiamo le tasse, ma il deficit sarà coperto con il bilancio autonomo è offendere la loro intelligenza. Come se i soldi del bilancio autonomo fossero di Emiliano-Piemontese-Palese e non sempre dei pugliesi! E’ il caso di ricordare al trio delle meraviglie una massima di Margareth Thatcher: ‘Non esistono soldi pubblici, esistono solo i soldi dei contribuenti’, questo significa che saranno tagliati servizi, almeno per circa 200 milioni. Perché non dobbiamo dimenticare che quest’anno la Puglia ha avuto un aumento del fondo sanitario per 260 milioni, che sarebbero dovuti servire per migliorare l’offerta sanitaria e, invece, serviranno per ripianare l’enorme buco…”.
“Tutto questo – proseguono – non può essere discusso e deciso solo fra intimi: è giusto, trasparente e democratico che della famigerata delibera 412 del 28 marzo scorso vi sia una discussione collegiale e quale assise migliore di quella del Consiglio regionale? Dove i consiglieri rappresentano anche i territori che risentiranno fortemente della tagliola messa su ogni spesa delle ASL, infatti, da quello che ci sembra di capire ogni direttore generale dovrà di volta in volta farsi autorizzare ogni spesa, comprese quelle di prima necessità come possono essere i dispositivi ortopedici o medicali. Ora, francamente, tutto questo appare come un commissariamento dei DG. Se la spesa viene accentrata a Bari nell’Assessorato e Dipartimento alla Sanità vuol dire indirettamente che la colpa del deficit è dei vertici delle sei ASL. Se è così, lo vengano a dire in aula in una seduta monotematica del Consiglio.”











