Ogni articolo della nostra Costituzione è innervato di antifascismo, li dove vieta espressamente la ricostituzione del partito fascista e dove esalta quelle libertà e quei diritti conculcati dal regime nei suoi venti anni di feroce dittatura.
Se ne facciano una ragione gli esponenti del Governo e delle istituzioni che, quando non sono proprio nostalgici, ricorrono a formule verbali che provano a sottrarre il soggetto protagonista della Liberazione, i partigiani, e a lasciare sullo sfondo cosa spinse tanti uomini e donne a imbracciare le armi per riconquistare la libertà e ridare dignità alla nostra nazione: il fascismo. A quegli uomini e quelle donne andrà sempre il nostro grazie, sui valori che hanno animato la lotta contro il nazifascismo è stata costruita la nostra Carta costituzionale, simbolo di unità, democrazia, giustizia sociale. Chi, tra i rappresentanti del Governo, si riconosce in questa grande storia provi a convincere quei colleghi intenti a opera di revisionismo, anche per evitare un’offesa alle istituzioni della Repubblica nata dalla Resistenza, quella in cui il mondo del lavoro, i sindacati, svolsero un ruolo di primo piano.
Viva il 25 aprile, viva i partigiani e gli antifascisti”.












