Le condizioni di operatività e di lavoro degli agenti di Polizia Penitenziaria in servizio nel carcere di Taranto sono assolutamente insostenibili, e dopo gli ultimi gravi eventi al carcere di Taranto, con continue aggressioni ai danni dei poliziotti, questi ultimi proclamano lo sciopero della fame e l’autoconsegna. Lo rende noto il Sappe, sindacato autonomo della polizia penitenziaria, che ha comunicato lo stato di agitazione e di profondo disagio della categoria di lavoratori dell’istituto penitenziario pugliese.
“Ormai – dichiara il segretario nazionale Sappe Federico Pilagatti – la pressione e lo stress per i poliziotti penitenziari di Taranto sono arrivati a livelli non più sopportabili, determinati dalle massacranti condizioni di lavoro a cui vengono sottoposti a causa della grave carenza organica, nonché dal sovraffollamento di detenuti, tra cui moltissimi con gravi problemi psichiatrici non curati adeguatamente.
Gli ultimi eventi che hanno visto l’ennesima aggressione di due poliziotti anch’essi finiti all’ospedale, nonché gli episodi di violenza e prepotenza giornaliera da parte dei detenuti (autolesione con schizzi di sangue verso i poliziotti, incendio delle stanze, sputi, minacce), sono stati la goccia che ha fatto traboccare il vaso, per cui in maniera spontanea e pacifica i lavoratori di Taranto dopo un accesa riunione con i nostri dirigenti sindacali, hanno proclamato lo sciopero della fame nonché l’autoconsegna che prevede di rimanere in carcere a fine turno con gravi conseguenze anche per le loro famiglie”.
Proprio per questo il Sappe ha chiesto un incontro urgente sia al Capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria che al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio.
“Il carcere di Taranto – spiega Pilagatti – è quello messo peggio in tutta la nazione con una proporzione agente/detenuto di 0,35 a fronte di uno 0,66 nazionale; ciò vuol dire che per restituire un po’ serenità ai poliziotti di Taranto sarebbero necessari almeno 100 poliziotti subito. E questa sarà la richiesta che il segretario Capece presenterà ai suo interlocutori romani nonché lo sfollamento di almeno 200 detenuti da mandare in tante altre carceri nazionali quasi vuote”.











