Questa mattina in Commissione Sanità alla Regione Puglia è stata dibattuta insieme agli Ordini dei medici e delle professioni infermieristiche la proposta di legge, di cui è primo firmatario il consigliere Marco Galante, per istituire dei percorsi formativi e progetto pilota su infermiere di famiglia e di comunità.
Una legge che si pone, tre le sue finalità, il potenziamento e il miglioramento della continuità assistenziale domiciliare a livello territoriale, nonché la promozione e gestione in modo integrato delle condizioni di cronicità, fragilità e non autosufficienza, in collaborazione con i medici di medicina generale e gli altri professionisti.
Il vicepresidente dell’Ordine dei Medici Franco Lavalle ha ribadito che è prioritario garantire il servizio sanitario con l’incremento del personale medico e para-medico. Ritiene fondamentale la formazione dei professionisti e quindi ha espresso piena condivisione al progetto, anche se come Ordine avrebbero voluto essere stati partecipi nella stesura.
Nel merito è intervenuto anche il presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche Saverio Andreula, il quale si è soffermato sui contenuti della proposta, evidenziando che dovrebbe essere trattato nel contesto più ampio rispetto all’attività svolta dall’infermiere di comunità.
“Come si potrebbe essere contrari a una legge regionale che istituisce un infermiere di famiglia e di comunità che accanto al medico di base assiste a casa il paziente che ha bisogno di assistenza più continua. Non si può perché è esattamente quella medicina che non è solo ospedaliera, ma territoriale e che se funzionasse bene sarebbe in grado anche di risolvere il problema di intasamenti del pronto soccorso”.
Così Antonio Gabellone, consigliere regionale di Fratelli d’Italia che aveva chiesto l’audizione degli Ordini dei Medici e delle Professioni infermieristiche per conoscere il loro parere in merito alla Proposta di legge.
“Voglio anche essere concreto e realista, perché se sono anni che denunciamo la carenza di infermieri negli ospedali e in tutte le strutture sanitarie, senza contare le RSA, come possiamo garantire altri infermieri in più all’assistenza domiciliare? Per questo motivo ho voluto audire gli Ordini dei Medici e delle Professioni infermieristiche della Puglia per conoscere il loro punto di vista.
“Oggi è apparsa la necessità di far partire il progetto pilota, ma bene e per farlo è necessario seguire le linee guida tracciate dal DM 77/2022 che porti ad un progetto ben definito e condiviso con il ruolo dell’infermiere di famiglia rispetto al contesto sanitario di riferimento. Il tutto all’interno di un riequilibrio complessivo del Sistema Sanitario Regionale del personale medico ed infermieristico. Un bagno di realismo che oggi era necessario fare prima di andare avanti con una PdL ottima negli intenti, ma che una volta approvata potrebbe non trovare piena attuazione.”











