HomeCronacaMaxitruffa sul fotovoltaico tra Puglia e Basilicata, 61 persone coinvolte

Maxitruffa sul fotovoltaico tra Puglia e Basilicata, 61 persone coinvolte

Una maxi-truffa che ha fruttato ad una complessa organizzazione oltre 100 milioni di euro nel settore del fotovoltaico è stata scoperta in tutto il Mezzogiorno, con sede strategica a Potenza, in Basilicata. Fondi governativi ottenuti, secondo gli investigatori, attraverso un sistema di 49 società fittizie in realtà riconducibili tutte a un unico imprenditore, con la presenza nella lista dei presunti prestanome pure di un impresario russo. Sono queste le accuse che hanno portato il Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Roma a eseguire un sequestro nei confronti dell’uomo d’affari pugliese Pietro Ninivaggi, imprenditore di Altamura e di altre 60 persone.

I pm stanno procedendo a vario titolo, per i reati di truffa ai danni dello Stato e indebita percezione di erogazioni pubbliche.

Secondo le ipotesi accusatorie, le aziende avrebbero ottenuto in totale dal Gestore dei Servizi Energetici ben 99.096.751 euro, aggirando l’iter autorizzativo attraverso complessi artifizi burocratici causati dalla parcellizzazione delle domande: gli impianti, tutti installati nella provincia di Matera, sarebbero dovuti essere sottoposti a Aur (Autorizzazione unica regionale) invece, spacchettandoli e assegnandone piccole porzioni a ciascuna azienda, è bastato presentare una Dia (Dichiarazione di inizio attività) presso ciascun comune.

Alcuni di questi impianti si apprende dalla richiesta di sequestro, erano anche uno attaccato all’altro, non rispettando nemmeno il criterio della distanza di almeno 500 metri tra i palchi fotovoltaici. A Ninivaggi e ai suoi familiari sono stati sequestrati conti correnti, immobili e auto di lusso. L’imprenditore originario di Altamura pochi mesi fa aveva dichiarato pubblicamente di essere disponibile a pagare la quota di debito pubblico spettante a lui e alla sua famiglia per circa 281.400 euro.

Tra i coinvolti nella maxioperazione ci sono anche i tre fratelli Grieco: Nicola, Antonio e Francesco, proprietari del noto marchio Proshop. Ai tre fratelli sono stati sequestrati beni in via conservativa per quasi 10milioni di euro su un totale di circa 100 milioni sequestrati in questi giorni.

I tre fratelli Grieco, risultano coinvolti nell’inchiesta in quanto legali rappresentanti di alcune delle società fittizie e intestatari della domanda di incentivo al GSE. Ad Antonio Grieco, il maggiore dei fratelli, sono stati sequestrati beni per 5,4 milioni di euro tra veicoli, quote societarie e disponibilità finanziarie, come referente della Energia Fotovoltaica 4 e della Energia Fotovoltaica 83 con impianti a Montescaglioso e Irsina, paesi in provincia di Matera. A Francesco Grieco quasi 2 milioni di euro in quanto amministratore unico della Energia Fotovoltaica 60 con impianto a Irsina. Infine a Nicola Grieco, patron dell’Audace Cerignola, sono stati sequestrati 2,4 milioni di euro di beni. Sequestrate anche le quote della società sportiva di Cerignola.

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Redazione
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