Il Governo sta valutando misure specifiche per tutelare le imprese dell’indotto di Acciaierie d’Italia che, nelle more della definizione del nodo ex-Ilva vedono centinaia di milioni di crediti esigibili e non ancora soddisfatti (al contrario della previsione normativa che obbliga al pagamento entro i 60 giorni dalla fatturazione).
Revisione delle norme per la tutela dei crediti nell’ambito della procedura concorsuale; accesso agevolato delle aziende al Fondo di garanzia Pmi; istituzione di un Fondo di sostegno specifico: sono queste le misure alle quali lavora il governo per tutelare le imprese dell’indotto ex Ilva.
Alle misure previste si aggiunge anche l’estensione in deroga della Cigs per le aziende della filiera.
“La prededucibilità dei crediti delle imprese dell’indotto sarà confermata – spiega il Mimit in una nota al termine del tavolo con i sindacati – eliminando quelle differenziazioni che in passato hanno generato difficoltà interpretative e applicative e provocato discriminazioni all’interno della platea”.
Sarà inoltre “previsto l’esonero dal pagamento delle commissioni ‘una tantum’ per l’accesso al Fondo di garanzia Pmi e per il mancato perfezionamento delle operazioni garantite. Per la misura della garanzia diretta sarà previsto un innalzamento all’80% per tutte le operazioni. Per quanto riguarda le operazioni di riassicurazione, la copertura del Fondo di Mcc sarà incrementata fino al 90% sulle garanzie rilasciate in prima istanza dai confidi non superiori all’80%”, spiega la nota del ministero.
Al lavoro anche per l’istituzione di un Fondo di sostegno per le imprese dell’indotto: “Il Fondo – spiega il Mimit – prevedrà un contributo per abbattere gli interessi che le imprese dell’indotto dovranno corrispondere sui mutui per nuova liquidità”.












