Il futuro dell’Ilva dopo la rottura del rapporto tra Invitalia ed Arcelor Mittal che ha dato vita ad Acciaierie d’Italia, vede il Governo italiano all’opera per cercare investitori privati in grado di subentrare nell’affare. Un affare per cui servono moltissimi soldi. Secondo le più recenti stime servirebbe almeno un miliardo di euro per garantire la continuità produttiva.
“Per l’Ilva ci sono cinque multinazionali interessate”. Lo ha affermato il Ministro Adolfo Urso questa mattina nel corso dell’incontro con i lavoratori e i sindacati dell’Ilva. Il ministro ha spiegato che “qualunque investitore entrerà” verrà applicata la norma del golden power “la procedura per cui il governo può porre dei divieti – in alcuni casi – o prescrizioni per garantire il livello produttivo e gli investimenti”.
“Sta per partire a breve una mappatura degli impianti” dell’Ilva “per capire gli interventi da fare”, ha sottoilineato Giancarlo Quaranta, uno dei commissari nominati dal governo, che ha inoltre specificato che questa mappatura servirà per capire quali impianti “necessitano di una manutenzione ordinaria e quali invece di una straordinaria. In questo contesto è importante il coinvolgimento di tutti i lavoratori”. Nel decreto Ex Ilva sono stati previsti 320 milioni che devono avere il via libera da Bruxelles: “queste risorse verranno usate al meglio per accelerare la fase del recupero degli impianti”.











