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“We are everywhere”, in stazione il murale dedicato alla storia del movimento LGBTQIA+

Una rappresentazione corale del movimento per i diritti LGBTQIA+, un’opera che restituisce i volti, i colori, gli slogan e i valori che hanno fatto la storia delle rivendicazioni omosessuali, transessuali e femministe degli ultimi cinquant’anni. Questo l’obiettivo del murale “We Are Everywhere”, realizzato all’interno degli spazi della Stazione Centrale di Bari dall’artista Mario Nardulli, grazie al sostegno del Tavolo LGBTQIA+ del Comune di Bari. L’opera è stata presentata questa mattina sul binario 3 ovest della Stazione Centrale di Bari alla presenza dell’artista e presidente di Pigment Workroom, Mario Nardulli, dell’assessora alle Politiche culturali del Comune di Bari, Ines Pierucci, dell’assessora al Welfare del Comune di Bari, Francesca Bottalico, della presidente della Commissione comunale per le Pari Opportunità, Silvia Russo Frattasi, di Nino Sisto, coordinatore del tavolo LGBTQIA+, della referente pari opportunità del Liceo Artistico Audiovisivo – Multimediale “Rosa Luxemburg” di Acquaviva delle Fonti, Marianna Giove, e della studentessa dell’istituto, Daria Khatuntseva, in rappresentanza del gruppo di ragazzi che ha contribuito a realizzare l’opera, e del dottor Giorgio Borrelli, componente del il Centro Interdipartimentale di Studi sulle Culture di Genere (CISCuG) dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”.

Il murale, lungo 150 metri, è stato realizzato per celebrare i 50 anni dei moti di Stonewall e corre sul muro ovest della stazione di Bari Centrale, in corrispondenza dell’arrivo dei treni nello scalo ferroviario. L’idea è stata quella di riportare le immagini delle manifestazioni, le persone coinvolte politicamente e socialmente nelle lotte per i diritti LGBTQIA+ a livello locale, nazionale e internazionale e reinterpretarle in forma artistica.

Un’opera creata per poter essere apprezzata da tutti i treni in ingresso nello scalo ferroviario barese, seguendo un racconto per immagini che parte dalla riproduzione della Progress Pride Flag, la bandiera che ai tradizionali colori arcobaleno della Comunità aggiunge un triangolo composto da una striscia nera (per commemorare le persone morte di AIDS), una marrone (colore simbolo delle comunità afro-discendenti) e tre strisce azzurro-rosa-bianco (che riprendono la bandiera dell’orgoglio transgender). La scelta della Progress Pride Flag vuole rimarcare la prospettiva “intersezionale” del progetto: la comunità LGBTQIA+ non si batte solo per vedere riconosciuti i propri diritti, ma per una società in cui sia superato ogni tipo di discriminazione e venga garantito un accesso equo al benessere e alla cura delle persone.

All’estremo opposto del muro, su uno striscione mantenuto da giovani studenti nella manifestazione di New York del Gay Liberation Front negli anni ’70, viene svelato il titolo dell’opera: “We Are Everywhere”.

L’idea è stata promossa e sostenuta dal Tavolo LGBTQIA+ del Comune di Bari, curata da Pigment Workroom e realizzata dall’artista Mario Nardulli insieme ai volontari del Tavolo LGBTQIA+ e gli alunni e le alunne della 5^B del Liceo Artistico Audiovisivo – Multimediale “Rosa Luxemburg” di Acquaviva delle Fonti, all’interno del progetto di alternanza scuola-lavoro con Pigment Workroom. L’opera, che ha visto il supporto scientifico del Festival delle Donne e dei saperi di Genere e del Centro Interdipartimentale di Studi sulle Culture di Genere (CISCuG) dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, nelle figure del dottor Giorgio Borrelli e la supervisione della coordinatrice del Ciscug, la professoressa Francesca Romana R. Luciani, ha ottenuto il supporto di Grandi Stazioni ed RFI, che hanno messo a disposizione gli spazi dove l’opera è stata realizzata.

“130 metri di muro all’interno della stazione ferroviaria di Bari per restituire dignità a chi viene sottratto ogni giorno dai propri diritti civili. – ha dichiarato l’assessora alle Politiche culturali del Comune di Bari, Ines Pierucci – La città di Bari non si è mai distratta da questi temi a tutti i livelli culturali civili, e soprattutto lo ha fatto con Pigment Workroom e l’artista Mario Nardulli, che voglio ringraziare, e che ha collaborato con le generazioni delle studentesse e degli studenti della “Rosa Luxemburg” di Acquaviva e l’università in un lavoro corale, anche col tavolo LGBTQIA+ che ogni giorno non si distrae da questi temi. Soprattutto lo facciamo per restituire consapevolezza anche ai turisti, che sono cittadini temporanei e che arrivando qui in stazione trovano un murales simbolico e responsabile”.

“Questo murale sarà bellissimo anche per il luogo che è stato scelto. – ha dichiarato la presidente della Commissione comunale per le Pari Opportunità, Silvia Russo Frattasi – Quest’opera ricorda un avvenimento veramente grave che ha segnato probabilmente un punto di svolta nella lotta dei diritti LGBTQIA+ ma è allo stesso tempo bellissimo perché chiunque passerà da Bari con il treno, potrà ammirare in questo luogo questo bellissimo murale. Un lavoro che ha al suo interno significati differenti ma che è dedicato chiaramente alla lotta per i diritti. Siamo veramente felici di aver aggiunto quest’altro piccolo tassello alla nostra città”.

Il Centro Interdipartimentale di Studi sulle Culture di Genere (CISCuG) dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” e il Festival delle Donne e dei saperi di Genere hanno offerto il proprio supporto scientifico al progetto di arte urbana “WE ARE EVERYWHERE” promosso dal tavolo LGTBQIA+ del Comune di Bari e realizzato dall’artista Mario Nardulli. Il Dott. Giorgio Borrelli – sotto la supervisione della Coordinatrice del CISCuG, Prof. Francesca Romana Recchia Luciani – ha supportato scientificamente il progetto, contribuendo attivamente all’individuazione di eventi fondamentali e figure chiave della storia del movimento internazionale LGTBQIA+. La collaborazione con l’artista Mario Nardulli e tutte le persone coinvolte testimonia come l’impegno del CISCuG continui a svolgersi – attraverso un percorso ormai iniziato più di vent’anni fa – nella duplice direzione dell’acquisizione scientifico-documentale e del supporto alla diffusione della storia e dei saperi delle donne e della comunità LGBTIQIA+.

“Negli ultimi anni ho avuto l’occasione di realizzare diverse opere di arte pubblica che potessero esprimere la voce di specifiche comunità. – ha dichiarato il presidente di Pigment Workroom, Mario Nardulli – L’invito del tavolo LGBTQI+ ad elaborare un processo artistico per festeggiare i 50 anni dai moti di Stonewall nella mia città è stato dunque motivo di grande felicità e responsabilità data anche la location che ci è stata offerta da RFI e Grandi Stazioni. Come in tutte le attività dell’Associazione Pigment Workroom, il murales è la parte finale di un lungo lavoro di studio e di incontri con tutte le associazioni facenti parte del tavolo, con il CISCUG dell’Università di Bari e con il Liceo Artistico R. Luxembourg, per poi trasformarsi in circa un mese di cantiere alla vista di tutt* le e i passegger* della Stazione Centrale. Spero che la storia e rilevanza delle immagini scelte riesca ad allargarsi al di fuori del gruppo di lavoro, e comunicare che le storie di lotta ed emancipazione sono motivo di festa e crescita di tutte e tutti. Ringrazio tutte le persone che hanno reso possibile questo progetto, in particolar modo Nino Sisto, Donato Lamanuzzi e Valentina Morelli, e chi mi sostiene nei processi artistici, Giorgio Borrelli, Biagio Lieti e tutta la PWR. Grazie a Marika D’Ernest per la consulenza grafica e concettuale, per avermi guidato in quelli che sono i suoi temi e battaglie, in questo muro c’è tanto di te. Questo lavoro l’ho sentito mio grazie a Gilda, Martina e Angela, che mi hanno mostrato come non perdere la grazia impegnandosi per il bene comune.
“È stata un’opportunità bellissima quella di poter contribuire alla realizzazione di quest’opera a partire dal titolo del progetto ‘We are everywhere”. – ha detto della referente pari opportunità del Liceo Artistico Audiovisivo – Multimediale “Rosa Luxemburg” di Acquaviva delle Fonti, Marianna Giove – È un titolo che sicuramente ci ha ispirato per valorizzare il ruolo della scuola ed è anche il senso del Pcto cioè dei percorsi per le competenze trasversali, che punta proprio alla collaborazione fra scuola ed enti del territorio. A questa tematica siamo molto sensibili come scuola, alla lotta contro i pregiudizi e soprattutto riguardo la questione di genere. Vedere i volti, le mani e le braccia alzate rappresentate su questo murales, rende tutta l’autenticità di questo movimento che nasce dal basso, poiché le cose che nascono dal basso sono naturali che irrompono dal cemento come un fiore che vince tutto e tutti”.

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