HomePoliticaPovertà da lavoro, la Cgil Puglia propone alla Regione un Osservatorio regionale

Povertà da lavoro, la Cgil Puglia propone alla Regione un Osservatorio regionale

“Questo paese deve affrontare un tema drammatico qual è quello della povertà salariale, ancor più grave nelle regioni del Mezzogiorno e in Puglia dove prevalgono settori privati a basso valore aggiunto, bassa specializzazione e lavoro intermittente, che si somma al diffuso precariato. È il motivo per cui abbiamo proposto alla Regione l’istituzione di un osservatorio regionale sulle povertà da lavoro”.

È quanto ha sottolineato questa mattina la segretaria generale della Cgil Puglia, Gigia Bucci, a margine di un’audizione richiesta nella VI Commissione consiliare della Regione Puglia.

“Solo qualche giorno fa l’Istat – sottolinea Bucci – ha certificato l’aumento dell’incidenza della povertà sulle famiglie italiane, con un peggioramento anche per quelle che hanno come portatori di reddito lavoratori dipendenti. I più poveri per fascia d’età sono i giovani, i più colpiti da precariato e bassi salari. Un terzo degli uomini e delle donne che lavorano nei settori privati in Italia sta sotto i 10mila euro di reddito lordo annuo. Quando va bene parliamo di 700 euro al mese. Vi sono profonde differenze legate a tipo di contratto, durata dell’orario di lavoro, periodo di retribuzione. In Puglia nei primi nove mesi del 2023, ultimo aggiornamento Anpal Servizi, degli 887mila rapporti di lavoro attivati, 800mila erano a tempo determinato o collaborazioni e apprendistato. Nello stesso periodo di riferimento, dei 734mila rapporti cessati, la metà non ha avuto durata superiore ai 90 giorni. E i settori prevalenti sono quelli dell’agricoltura e dei servizi. A questo si somma il fatto che vi sono oltre 12 milioni di lavoratori che aspettano un nuovo contratto, con ritardo nei rinnovi che mediamente arrivano a 30 mesi, e questo si traduce in un’ingente massa salariale che non è in linea con l’aumento dei prezzi, quando abbiamo alle spalle due anni in cui l’inflazione ha toccato numeri a due cifre erodendo potere d’acquisto di salari come delle pensioni”.

“Solo un Governo come quelle delle destre riesce ad ignorare la realtà e racconta favole agli italiani. Si va avanti a condoni fiscali, si abbassano le tasse ai ricchi, e di contro non si vuole discutere di salario minimo, si tagliano sostegni di poveri, agli incapienti, si liberalizzano i contratti a termine e si reintroducono i voucher, addirittura si propongono le gabbie salariali e subdolamente lavorano per sabotare contratti collettivi nazionali. Come se non bastasse tutto il precariato che già c’è e che come Cgil vogliamo affrontare anche sul piano normativo, con le proposte referendarie che saranno depositate a breve dalla nostra organizzazione nazionale”.

“In questo scenario – conclude Bucci – un osservatorio regionale può essere uno strumento di analisi e studio delle povertà salariali, per offrire ai decisori politici strumenti di conoscenza a supporto di misure e norme che provino a contrastare le forme di disagio socio-economico. Siamo soddisfatti dell’attenzione della Presidente Parchitelli e dei consiglieri Ciliento e Lopalco, così come dell’impegno assunto di portare all’attenzione dell’Assessorato al Lavoro la nostra proposta”.

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Redazione
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