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Time Zones 2024, 19 concerti tra Bari e Bitonto sulla via delle musiche possibili

Saranno 19 concerti ad animare dal 14 ottobre al 15 novembre la 39^ Edizione di “Time Zones”, la prestigiosa rassegna musicale divenuta un fiore all’occhiello per la città di Bari.

Come ogni anno ‘sulla via delle musiche possibili’ la ricerca di nuove forme espressive comporta l’incontro con artisti non sempre molto noti non solo al grande pubblico ma anche ad alcuni addetti ai lavori. Riconoscere non è come conoscere, ma bisogna tenere sempre aperta la porta alla conoscenza, così come alla sperimentazione, senza la quale non esiste accrescimento. E se la sperimentazione è il leitmotiv di Time Zones, l’edizione 2024 pone l’accento sull’equilbrio tra il new classical e l’elettronica intelligente.

“Da quando la musica classica è uscita dai Conservatori per riversarsi nelle strade e e nelle varie modalità di comunicazione – ha detto il direttore artistico Gianluigi Trevisi nel corso della conferenza stampa di presentazione – è andata alla ricerca di una sempre più definita identità. Inoltre la musica elettronica oramai è divenuta imprescindibile in ogni genere musicale”. E’ questa senza dubbio una indicazione, o forse un suggerimento, ma al di sopra di queste considerazioni vale l’importanza della  cultura: nel vuoto intellettuale che stiamo vivendo, e le guerre in corso ne sono la dimostrazione, è bene che l’uomo si avvicini alla natura, per riscoprirne l’essenza nella speranza di ritrovare la propria.

Alla conferenza ha partecipato l’assessora alla cultura del Comune di Bari, Paola Romano, che ha sottolineato l’importanza del decentramento delle location in cui si terranno i concerti; ed è intervenuto per un breve saluto il primo cittadino, Vito Leccese, che ha sempre seguito con estremo interesse le rassegne di Time Zones.

Quest’anno i concerti si terranno al Teatro Kismet, all’Officina degli Esordi, uno a Bitonto, e all’Auditorium la Vallisa.

Sofi Paez

Ed è proprio alla Vallisa che si comincia il 14 ottobre con Sofi Paez, giovane pianista e   cantautrice, che presenta un universo crepuscolare e suggestivo. Nella stessa serata, secondo una formula collaudata da anni di due concerti per volta, si esibisce il duo italiano “Not Me But Us” votato all’elettronica in una fusion tra ambient e classica moderna. Il 21 troviamo Karl Ivar Refseth, “vibrafonista in equilibrio tra bellezza melodica e intensità soul”; a seguire la violinista belga Catherine Graindorge con “Songs for the Dead”, una sorta di nuova antologia di “Spoon River”: imperdibile.

Il 23 si comincia con “A chi esita”, recital in tre atti per voce (Francesco Malizia) e chitarra (Davide Di Chio), che decostruisce un ordine/disordine esistenziale con uno sguardo attento a Brecht; segue  “Teapo”, un progetto elettro acustico di Nino La Montanara, pugliese, con la collaborazione di Aldo Di Paolo e Gaetano Partipilo.

Ci si sposta poi all’Officina degli esordi: il 26 il duo Benedict Tylor (viola) e Pierpaolo Martino (contrabbasso) sonorizzerà in esclusiva la versione cinematografica di “Salomè” di Oscar Wilde dello scorso anno; chiuderà la serata Sheherazaad, compositrice americana che opera una sintesi folk-pop contemporanea.

Il 31 ottobre al Kismet Hendrik Weber, meglio conosciuto come Pantha du Prince, dipingerà i suoi paesaggi sonori con suoni naturali digitalizzati e costanti riferimenti alle campane; Roberta Russo, in arte Kyoto, si esibirà con sonorità post punk ed elettronica cinematica. Il 1° novembre il violoncellista Davide Viterbo e il compositore Nicola Moretti (pugliesi entrambi) presentano “Fronte dei varchi”, una profonda riflessione sul momento storico che stiamo vivendo: uno degli spettacoli di punta del programma. Seguirà un live elettroacustico/ambient/neoclassico ispirato a “Così parlò Zarathustra” di Nietzsche. Il giorno seguente aprirà la serata Peter Broderick, avamposto culturale che vive tra l’avanguardia di Cage e la forma canzone. Con Mouse on Mars poi sarà un viaggio nell’intelligenza artificiale.

L’8 novembre nel centro Resilienza di Bitonto il concerto sarà incentrato sulla musica indiana fatta di sitar e tabla con Joyeeta Sanyal e Suman Sarkar.

Si chiude il 15 novembre all’Officina degli esordi con tre performance: “Memorials”, musica per immagini, “Crossing Avenue”, musica techno, e  Apotek, alias Elisa Di Riccio, per finire in bellezza con l’elettronica.

Tutti i concerti hanno prezzi molto popolari.

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