HomeEconomia & SviluppoVertenza Hiab: 100 lavoratori tarantini in bilico. Ieri vertice interlocutorio a Roma

Vertenza Hiab: 100 lavoratori tarantini in bilico. Ieri vertice interlocutorio a Roma

Nella giornata di ieri si è svolto a Roma un incontro per cercare la soluzione alla vertenza della Hiab, l’azienda multinazionale che a Statte costruisce gru e che attualmente vede in bilico circa 100 posti di lavoro.

Nello scorso mese di luglio l’azienda aveva comunicato di aver deciso di essere pronta trasferire a Minerbio, nel bolognese, le attività attualmente previste nello stabilimento di Statte, con la conseguente apertura di una procedura di proroga della Cassa integrazione per tutto il personale in forza a zero ore, pari a 102 unità.

L’azienda, dopo l’ultimo incontro in Regione, non aveva mostrato alcun segnale di apertura confermando la proposta di prepensionamenti, trasferimenti (per circa 25 unità) e cassa integrazione per il resto dei lavoratori.

Con la dismissione del sito sindacati e lavoratori temono l’apertura di una procedura per licenziamento collettivo: da diversi giorni è scattata la protesta, che ha visto a partire dallo scorso 13 ottobre l’occupazione dello stabilimento.

Un tavolo interlocutorio, che ha visto rinviare tutto al prossimo 30 ottobre, quando sempre a Roma è stato fissato un incontro con i vertici dell’azienda nel giorno in cui si proverà a trovare una soluzione per i 102 dipendenti.

Al tavolo hanno partecipato in remoto anche i rappresentanti del Comune di Taranto e della Provincia guidati dal sindaco Rinaldo Melucci con il Vicepresidente dell’Ente provinciale Goffredo Lo Muzio ed i Consiglieri comunali Paolo Castronovi e Valerio Papa.

“Lo stabilimento rappresenta una eccellenza del territorio ionico e a leggere i dati ha fin qui contribuito in maniera decisiva alla crescita del gruppo multinazionale che ora lo conduce”, queste le parole del primo cittadino di Taranto a margine dell’impegnativo incontro al MIMIT.

“Le spiegazioni ricevute e l’agenda illustrata dal management aziendale – ha proseguito la nota di Melucci – non hanno affatto convinto. Dal nostro punto di vista esistono numerosi strumenti che potrebbero spingere la filiera produttiva in questa fase di difficoltà. La resa repentina della multinazionale risulta del tutto ingiustificata ed intollerabile. Specie ove si osservi che a livello internazionale il gruppo sembra orientato all’espansione commerciale”.

Sullo stesso tenore anche il delegato Fiom Patrizio Di Pietro che, al termine dell’incontro, ha sottolineato come “l’azienda ha sostenuto che la decisione è legata alla crisi di mercato ed calo degli ordinativi, quando invece il rapporto intermedio del 2024 dice esattamente il contrario, ovvero che gli ordini per HIAB in aumento. Questo atteggiamento è un’offesa nei confronti di 100 lavoratori e di 100 famiglie che continuano ad occupare lo stabilimento. Ad oggi non si capisce perché l’azienda stia adottando questo tipo di provvedimento.

Per Cosimo Amatomaggi della Uilm Taranto “nessuna soluzione è stata portata al tavolo. Inaccettabile il comportamento della multinazionale che continua a restare in silenzio. Non molleremo di un millimetro portando avanti l’occupazione dello stabilimento per mantenere in piedi questa vertenza”.

Per Massimiliano Di Cuia, consigliere regionale, “Anche sulla vertenza Hiab il governo c’è e ha confermato la sua massima attenzione. Come è noto, purtroppo, la multinazionale ha deciso di chiudere lo stabilimento ionico, nonostante il fatturato sia in crescita. Una vertenza delicatissima che coinvolge circa 110 lavoratori che i sindacati stanno sostenendo in questa fase drammatica. Non posso che apprezzare e ringraziare il ministero del Made in Italy per la determinazione con cui sta affrontando la vicenda: qualora l’azienda non dovesse fare marcia indietro, sono state annunciate sanzioni pesantissime”.

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