“Un’ audizione congiunta” nelle commissioni regionali Industria e Lavoro, sulla crisi dello stabilimento Leonardo di Grottaglie.
È quanto sollecita Massimiliano Stellato, consigliere regionale, in seguito all’ennesima richiesta di cassa integrazione per tredici settimane, nei confronti di 931 dipendenti, a far data dal 18 novembre 2024 e fino al 16 febbraio 2025. La cassa era stata aperta ad agosto e i dipendenti sono stati sospesi dal lavoro a zero ore a causa – aveva spiegato l’azienda – del protrarsi della contrazione dei volumi produttivi.
“Esprimo vicinanza e solidarietà ai lavoratori dello stabilimento Leonardo di Grottaglie, dichiara Stellato, ma ora, alla luce dei nuovi e gravi sviluppi, e delle recenti dichiarazioni dell’ amministratore delegato di Leonardo, serve un confronto nelle sedi istituzionali, per fare chiarezza”.
Cingolani ha annunciato ieri che si stanno valutando scorporo e alleanze per la divisione.
“L’ho già detto e lo ripeto: la monocommittenza, cioè essere esclusivamente dipendenti da Boeing col programma 787, rende il sito tarantino vulnerabile ed esposto ad incertezze – prosegue Stellato – I programmi di diversificazione messi in pista, non hanno ancora raggiunto un livello adeguato e non riescono a bilanciare l’impatto preponderante del 787. I lavoratori sono delusi e preoccupati. Ora, con la nuova richiesta di cassa integrazione, è arrivato il momento in cui, senza indugi, l’azienda deve dare segno di un cambiamento che restituisca fiducia ai lavoratori e al territorio. Per questo ho chiesto un confronto con il management di Leonardo, i sindacati e le istituzioni regionali in commissione: serve dirimere la questione e restituire fiducia ai lavoratori. Lunedì prossimo sarò, con questi ultimi, al presidio indetto davanti allo stabilimento di Grottaglie. Al loro fianco auspicando, al tempo stesso, attenzione del Governo su questa vicenda”.











