Cambio di comando nella base di Taranto della NATO Support and Procurement Agency (NSPA) dove ieri mattina si è svolta la cerimonia di avvicendamento alla guida del Southern Operational Centre (SOC).
Il Generale di Brigata Renato Lepore ha passato il testimone al Colonnello G.A.r.n. Francesco Romano dopo 15 anni di comando in cui sono stati conseguiti numerosi traguardi per una struttura che dalla possibile chiusura è stata decisamente rilanciata.
Il SOC, in questi ultimi anni si è anche distinto in missioni di natura umanitaria fornendo massimo supporto ai Paesi dell’Alleanza ed in particolare all’Italia, sin dalle prime fasi della pandemia nel 2020 realizzando un importante centro vaccinale presso la sede di Taranto.
Significativo è stato anche il supporto fornito alla Turchia a seguito del disastroso terremoto del febbraio 2023 con la realizzazione di campi per un totale di 8000 persone e fornendo circa 35.000 pasti al giorno.
Non solo missioni ma anche sviluppo moderno e sostenibile della base di Taranto. Infatti il 2025 sarà un anno importante che vedrà il Southern Operational Centre dotarsi di capacità energetica autosufficiente 100% da fonti rinnovabili.
“Questo era un centro destinato alla chiusura – ha sottolineato il generale Lepore durante la cerimonia di Taranto – e poi con l’impegno e la dedizione del personale abbiamo lavorato tanto affinchè questo Soc diventasse un fiore all’occhiello sia per la Nspa che per Shape, che è il nostro comando alleato”.
Il Colonnello Francesco Romano, che assume il comando, porta con sé un’ampia esperienza e competenze maturate in anni di servizio presso diversi organismi internazionali. La sua carriera militare è contraddistinta da numerose missioni e incarichi di rilievo che attestano la sua capacità di leadership e dedizione al servizio.
“Assumo questo incarico con una grande emozione e responsabilità – ha riferito il colonnello Romano ma anche con grande umiltà e determinazione perchè è una realtà che vuole confermarsi sul territorio, ma al tempo stesso ha anche compiti che la proiettano in ambito internazionale. Ma noi siamo pronti”.











