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Regione Puglia, alta tensione tra Emiliano e Capone: atti falsi nel bilancio di previsione?

E’ alta in questi giorni la tensione in Regione Puglia tra il Governatore Michele Emiliano e la presidente del Consiglio Regionale Loredana Capone per gli strascichi che si porta l’approvazione della Legge di Bilancio votata dal Consiglio Regionale e promulgata da Emiliano lo scorso 31 dicembre.

Secondo quest’ultimo il testo approvato sarebbe differente rispetto a quello che il 18 dicembre era stato votato a causa dell’inserimento dell’emendamento sulla trasparenza delle nomine a firma di Antonella Laricchia, approvato con 24 voti, inizialmente respinto.

Una situazione che, naturalmente, crea non poco imbarazzo anche all’interno del Partito Democratico, riferimento di entrambi gli esponenti politici (Emiliano e Capone n.d.r.).

Emiliano dopo aver promulgato la legge di bilancio (atto dovuto) ha ipotizzato un reato di falso. Per questo motivo ha inviato una lunga lettera al Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Bari per chiedere un approfondimento sull’ipotesi di reato.

Emiliano ha dunque disconosciuto la versione finale del bilancio di previsione in cui il Consiglio Regionale ha votato ed inserito anche un emendamento che era stato bocciato per errore e che ora fa parte della legge promulgata.

L’emendamento è quello che riguarda i criteri per la trasparenza delle nomine da parte della Regione Puglia nelle società regionali. Inizialmente per una serie di conteggi l’emendamento era risultato respinto in Consiglio Regionale, mentre dopo una serie di scambi di Pec e di annunci di ricorsi l’Ufficio di presidenza si è riunito lo scorso 23 dicembre e ha riconosciuto l’errore dando per approvata la legge, scatenando di fatto l’ira di Emiliano che ha deciso di scrivere al procuratore sottolineando come “Il testo finale della legge di stabilità 2025 effettivamente approvato dalla maggioranza assoluta dei consiglieri in carica non comprendeva l’articolo 242 (corrispondente all’emendamento 111 presentato dalla Consigliera Laricchia) perché l’emendamento che lo conteneva era stato dichiarato respinto nel corso della votazione sui singoli emendamenti. Né la correzione postuma della proclamazione del risultato della votazione sull’emendamento 111 (che aveva ottenuto n. 24 voti a favore) che l’ufficio di presidenza del consiglio regionale ha successivamente disposto con delibera n. 288 del 23/12/2024, sulla scorta di analoghi precedenti in tal senso, è idonea a sanare il vizio procedurale”.

Dal canto suo per la Capone “è stato rispettato il voto dell’aula che è sovrano in democrazia. Sono donna delle istituzioni e questi principi sono cardine della mia azione quotidiana. L’ufficio di Presidenza ha doverosamente preso atto dell’errore formale che c’era stato in Consiglio regionale quando la proposta di legge della consigliera Laricchia era stata respinta nonostante avesse ottenuto la maggioranza dei voti necessari. La decisione, richiesta formalmente dalla consigliera Laricchia, è stata comunque adottata dopo l’acquisizione e la presa d’atto dell’istruttoria e del parere della segretaria generale”.

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Redazione
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