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È stato appena pubblicato il rapporto Unioncamere-Excelsior con le previsioni occupazionali per il periodo Gennaio – Marzo 2025. Unioncamere, in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, pubblica il Bollettino del Sistema informativo Excelsior sulle previsioni occupazionali delle imprese, relativo al trimestre gennaio – marzo 2025. Le previsioni sono ottenute sulla base della rilevazione mensile del Sistema Informativo Excelsior, effettuata prioritariamente sulla tecnica di rilevazione CAWI (Computer Assisted Web Interviewing) e su un questionario somministrato alle imprese, incentrato sui profili professionali e sui livelli di istruzione richiesti. In Puglia, a gennaio 2025, le imprese hanno in programma di rendere disponibili 24.310 posizioni lavorative (4,9% di quelle previste a livello nazionale). Mentre sono 71.830 quelle previste nel trimestre gennaio-marzo 2025, pari al 5,2% di quelle previste in Italia.
Dai dati pubblicati emergono come sempre numerosi dati che vanno letti alla luce del cambiamento a cui stiamo assistendo negli ultimi anni. Il posto fisso non è una certezza, ma spesso non è neanche una necessità in un mondo in continuo mutamento. I settori richiedono professionalità diverse ma sempre più qualificate. Eppure anche tra le mansioni non qualificanti ci sono delle sorprese.
IL PRIMO RAPPORTO UNIONCAMERE-EXCELSIOR DEL 2025: LE PROFESSIONI RICERCATE DALLE IMPRESE
Il totale delle posizioni disponibili a livello nazionale si attesta a 497 400 unità di cui il 31, 1% nel gruppo professionale di impiegati, professioni commerciali e nei servizi, il 29.7% nel settore degli operai specializzati e conduttori di impianti e macchine, il 24,9% dirigenti e professioni con elevata specializzazione e tecnici e infine il 14.3% professioni non qualificate.
Tra le aree che potranno accogliere maggiori ingressi delle 497 400 previste a livello nazionale troviamo il 41% nell’area della produzione di beni ed erogazione servizi, a seguire il 19% nell’area commerciale e di vendita (esempio marketing, comunicazione e pubbliche relazioni, assistenza clienti), il 16% nell’area di tecniche e progettazione (esempio progettazione, ricerca e sviluppo, certificazione e controllo qualità, sicurezza e ambiente) , il 13 % in logistica (esempio acquisti, movimentazione interna, trasporti, distribuzione), i rispettivamente il 6% ed il 5% nelle aree amministrativa e direzione e servizi generali (direzione personale, risorse umane, segreteria, sistemi informativi).
IL PRIMO RAPPORTO UNIONCAMERE-EXCELSIOR DEL 2025: LE PROFESSIONI Più RICHIESTE
Ecco le professioni con più opportunità previste nel mese di gennaio: spiccano quelle di addetto ai servizi di pulizia, cameriere di sala e muratore nell’area di produzione di beni ed erogazione di servizi. A seguire sono richieste figure di addetto alla segreteria e all’amministrazione nell’area direzione e servizi generali, poi di addetto alla contabilità e addetto alle scritture contabili nell’area amministrativa. Seguono quelle di commesso di negozio e assistente alla vendita nell’area commerciale e di vendita, e di elettricista per impianti di interni ed esterni nelle costruzioni e riparatore e manutentore di macchinari e impianti industriali nelle aree tecniche e della progettazione. Infine, sono sempre ricercate le figure di autotrasportatori merci e magazzinieri addetti alla movimentazione di merci nell’area della logistica.
Dal rapporto emerge una richiesta di profili giovani (fino ai 29 anni di età) per professioni legate ad esempio ai servizi telematici e di telecomunicazioni, così come per le professionalità legate alla vendita e all’attività di ristorazione e alla cura estetica o per l’assemblaggio di prodotti industriali o per installazioni elettriche/elettroniche.
IL PRIMO RAPPORTO UNIONCAMERE-EXCELSIOR DEL 2025: LE PROFESSIONI DI DIFFICILE REPERIMENTO
Nel report emerge chiaramente una distinzione importante: la difficoltà di reperimento può essere dovuta a due motivazione: da una parte, la mancanza di candidati, dall’altra la preparazione inadeguata dei candidati nella professione o nel settore di riferimento. Facciamo qualche esempio. Nel gruppo professionale dei dirigenti e professioni con elevata specializzazione spicca la difficoltà di reperimento di tecnici della gestione dei processi produttivi di beni e servizi. Nel gruppo professionale degli impiegati e professioni commerciali e servizi emerge una penuria di addetti alla ristorazione, di personale qualificato nei servizi sanitari e sociali nonché nella cura estetica. Nel gruppo professionale degli operai specializzati e conduttori di impianti e macchine la difficoltà di reperimento sfiora il 61% con difficoltà nel reperimento di figure quali i saldatori, i montatori di carpenteria metallica, i fabbri e gli operai specializzati in installazione e manutenzione di attrezzature elettriche ed elettroniche.
IL PRIMO RAPPORTO UNIONCAMERE-EXCELSIOR DEL 2025: COSA FARE E CHE LIVELLO DI ISTRUZIONE AVERE
Una volta comprese le figure e le opportunità ricercate, occorre chiedersi: cosa ci si aspetta da queste figure così richieste? Ad alcune delle figure di più difficile reperimento, è chiesto di applicare soluzioni creative ed innovative, si pensi ad esempio agi ingegneri o agli analisti e specialisti nella progettazione di applicazioni.
E che livello di istruzione servirebbe? Dipende, sicuramente quando si ricercano figure dirigenziali nel campo sanitario, bancario, o nell’educazione e formazione si tende ad aspettarsi un livello di istruzione universitario. In altri campi e con figure professionali impiegatizie spesso può bastare anche un livello di istruzione secondario. Certamente, tra i titoli di studio più richiesti continuano a tirare le materie di tipo scientifico/sanitario/medico/farmaceutico. Ma non solo, seguendo i nuovi trend di mercato spingono molto gli indirizzi di meccatronica, di costruzione e ambiente e di manutenzione industriale e artigianale, nonché indirizzi di tipo elettrico, di impiantistica termoidraulica e di riparazione di veicoli a motore.
IL PRIMO RAPPORTO UNIONCAMERE-EXCELSIOR DEL 2025: E IN PUGLIA? BENE MA NON BENISSIMO
Sul totale di 497 400 entrate previste a livello nazionale, 24 310 riguardano la Puglia con Bari (11 280) in testa seguita da Lecce (4650), Foggia (3430), Taranto (2840) e Brindisi (2110). Bari si posiziona cosi al settimo posto tra le province a livello italiano dietro soltanto a Milano, Roma, Napoli, Torino, Brescia e Bologna. Un’ottimo risultato vero? Non proprio, se osserviamo infatti le prime 10 province con più opportunità per i giovani, scompaiono tristemente sia Bari sia Napoli che Roma lasciando spazio, partendo dalla provincia che offre più opportunità, a Reggio Emilia, Como, Piacenza, Vicenza, Modena, Grosseto, Firenze, Treviso, Bologna e Vercelli. Insomma delle 148 mila opportunità per i giovani, nessuna riguarda, perlomeno direttamente, il sud.
Nel trimestre gennaio-marzo 2025 si stimano per la Puglia entrate previste pari a 71 830 unità, sempre con Bari in testa (32 660), seguita da Lecce (14 170), Foggia (10 070), Taranto (7 920) e Brindisi (7 010).
Osservando le tipologie contrattuali, emerge come, nonostante i numeri e la difficoltà di reperimento, la percentuali di contratti a tempo indeterminato in quasi la totalità dei settori non arrivi neppure al 50% del totale, solo quello dell’industria manifatturiera e delle public utilities prevede un 45% di assunzione di tipo indeterminato, il 47% di tipo determinato e il resto in apprendistato e altri contratti. Nei restanti settori, dalle costruzioni al commercio, dal turismo ai servizi per l’impresa, la percentuale di previsione di contratti a tempo indeterminato, scende drasticamente oscillando tra il 38% ed il 15%.

IL PRIMO RAPPORTO UNIONCAMERE-EXCELSIOR DEL 2025: RIFLESSIONI E CONCLUSIONI
Il mercato del lavoro è in continuo fermento. Le differenze di offerte tra nord e sud sono nette: su 497 400 entrate previste a livello nazionale solo 122 750 riguardano il sud e le isole e aggiungiamo 100 860 il centro, lasciando così più del 55% delle entrate previste al nord. I tipi di contratto: sicuramente la tendenza di proporre maggiormente contratti di tipo determinato (43% del totale) non aiutano la crescita, e la natalità aggiungerei, del paese costringendo le giovani generazioni a dover inesorabilmente continuare a chiedere il supporto familiare, laddove presente beninteso. Il lavoro femminile tanto sbandierato da personalità di spicco di ogni colore e fazione politica si scontra con la (dura) realtà dei dati: i principali settori dove sono previste entrate di personale femminile sono quelli legati ai servizi finanziari e assicurativi, servizi alla persona, servizi di media e comunicazione. Il resto, per ora, è appannaggio di un pubblico maschile. Anche qui, c’è ancora molto da fare, al di là dei proclami.
Continua ad essere più richiesta una qualifica e/o diploma professionale (34%) piuttosto che la laurea (18%) sintomo che qualcosa nelle nostre università o in alcuni indirizzi delle nostre università non va per il verso giusto. Una riflessione, credo sia dovuta. Spesso il mondo del lavoro e quello universitario sembrano agli antipodi e non sempre un tirocinio di 150 ore serve a salvare le cose.
E ancora, tra le professioni più richieste continuano a spiccare specialisti nelle scienze gestionali commerciali e bancarie, tecnici della salute e dei rapporti con i mercati, addetti alla segreteria e agli affari generali, addetti alla ristorazione e addetti alle vendite, operai specializzati alle costruzioni di strutture edili e alle rifiniture, artigiani, riparatori macchine fisse e mobili, conduttori di veicoli a motore e a trazione animale così come il personale addetto allo spostamento e alla consegna merci e ai servizi di pulizia. Molte di queste professionalità sono state per anni molto ricercate oltre che richieste dai giovani. Adesso il trend sembra essere cambiato e i giovani cercano lavori in cui l’equilibrio vita familiare vita lavorativa sia win-win.
Per concludere, le variazioni positive su base mensile e trimestrale che riguardano soprattutto le regioni del Sud fanno ben sperare ma la strada è ancora in salita guardando l’offerta dedicata ai giovani e anche osservando le entrate previste per le medie e grandi imprese. Il dato, così come quello globale riguardante il Nord, è infatti in contrazione, segno che molte professionalità non vengono sostituite, o vengono sostituite con altro…Il tema dell’intelligenza artificiale e dei suoi sviluppi non va dimenticato.
Inoltre resta alta la discrepanza tra domanda e offerta soprattutto a causa della mancanza di candidati, altro sintomo che i percorsi di studio o di inserimento nel mondo del lavoro vanno rivisti, prima che sia troppo tardi.











