Troppe polemiche ed un polverone mediatico che è stato artatamente sollevato sui social e da alcuni organi di stampa locale contro l’Università di Foggia hanno portato all’annullamento all’ultimo momento del convegno “Mai più terrorismo: informazione e dialogo verso la riconciliazione e la pacificazione nazionale”, che avrebbe dovuto tenersi presso l’aula magna del dipartimento di giurisprudenza dell’Ateneo di Foggia.
Nella giornata di oggi, a poche ore dall’evento il rettore Lorenzo Lo Muzio è stato costretto a prendere questa difficile decisione a causa del clima di tensione che si stava creando intorno all’evento.
Questo il commento di Potito Peruggini Ciotta, organizzatore dell’evento e Presidente Osservatorio nazionale ANNI DI PIOMBO per la Verità storica: “Durante questi mesi la collaborazione da parte dell’università è stata totale. Il confronto con tutti dalla pro rettrice Donatella Curtotti, al direttore Tommaso Campagna, al capo della comunicazione Maria Lops, al responsabile del laboratorio informatico Paolo Colangelo, al responsabile del servizio multimedialità Roberto D’Ecclesia fino alla grafica Laura Marinaccio, è sempre stato intenso e costruttivo; e di questo gliene siamo veramente grati. Abbiamo pianificato con estremo impegno ogni passaggio in totale sintonia. La scelta di svolgere il convegno all’università nasceva proprio dalla volontà di costruire un dialogo che, con un taglio accademico di riflessione storica, potesse finalmente guardare a quegli anni con la giusta distanza per avvicinarci alla tanto desiderata pacificazione nazionale”.
“Ringraziamo i relatori – prosegue – Sergio D’Elia, Guido Giraudo e Michele de Feudis che hanno affrontato un viaggio per trovarsi oggi a Foggia oltre ai docenti, che questa mattina avevano portato i loro studenti per partecipare al convegno, e a tutti i cittadini che con delusione hanno trovato l’evento annullato. Avremmo fatto dono agli studenti in aula dei libri presentati per permettergli di approfondire anche dopo l’evento la vita e lo sfondo sociale di Sergio Ramelli e Benedetto Petrone“.











