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Vent’anni fa ci lasciava Papa Wojtyla, il robusto ponte della Chiesa nel terzo millennio

Il 2 aprile del 2005 in una Piazza San Pietro gremita e in orazione per il proprio Papa, veniva annunciata la scomparsa di Karol Wojtyla, uno tra i grandi protagonisti della storia della seconda metà del Novecento, il primo Papa straniero eletto da un conclave dopo 455 anni. Giovanni Paolo II si spense serenamente , e l’ora del decesso venne fissata alle 21.37 nel comunicato ufficiale della Santa Sede che annunciava: “Il Papa è morto”. “E’ morto guardando la finestra, raccolto in preghiera“, raccontò il sacerdote polacco Jarek Cielecki.

Sono dunque trascorsi 20 anni dalla morte di Giovanni Paolo II e oggi, in occasione del ventennale, avranno luogo le celebrazioni e il rosario in Piazza San Pietro. Nato il 18 maggio 1920, morto il 2 aprile 2005 e proclamato santo il 27 aprile 2014, Papa Giovanni Paolo II è stato uno dei pontefici più longevi e carismatici della storia.

Primo papa non italiano dai tempi di Adriano VI (1522-1523), Wojtyla è stato inoltre il primo pontefice polacco e il primo proveniente da un Paese di lingua slava. Il suo pontificato è durato 26 anni, 5 mesi e 17 giorni ed è stato il terzo pontificato più lungo in assoluto, dopo quello di Pio IX e quello tradizionalmente attribuito a Pietro apostolo.

Quando nel 1978 fu eletto Papa, Karol Wojtyla volle definirsi come l’uomo “chiamato da un Paese lontano”Un uomo di  un Paese che aveva conosciuto il nazismo e che da più di 30 anni viveva sotto il comunismo. Un giovane cardinale poco più che cinquantenne pieno di interessi e di passione e che il Conclave volle eleggere cercando un Papa forte e con idee chiare che potesse fronteggiare un mondo ancora diviso in due blocchi politico-militari contrapposti.

Giovanni Paolo II è stato il Papa che confessava i fedeli come un comune parroco; il Papa che ha chiesto perdono per la complicità dei cristiani nell’antisemitismo, tra le pietre millenarie del Muro del Pianto come un ebreo. E’ stato il primo Papa ad aver varcato la soglia di una sinagoga; il primo ad essere entrato in una moschea, a Damasco nel 2001, il primo ad essere entrato in una chiesa luterana nel 1987. E’ stato il Papa che andava in vacanza in Cadore e sciava, che fece costruire una piscina a Castelgandolfo. E’ stato il Papa che ha chiesto scusa per i suoi errori. Celebre la sua frase appena eletto: “Se sbaglio mi corrigerete!“. Un Papa che ha saputo traghettare la Chiesa nel terzo millennio e che ha rappresentato un vero e proprio ponte tra un mondo ormai passato ed il futuro.

Nei 26 anni del suo lungo pontificato ha incontrato tutti i leader e nessuno ha incontrato quanto lui folle innumerevoli in ogni angolo del pianeta. Ha compiuto 30 volte il giro del mondo, coprendo una distanza pari atre volte quella che separa la Terra dalla Luna. Ha portato a 175 il numero degli Stati con cui il Vaticano intratteneva relazioni diplomatiche (erano 108 nel 1978), e fra gli accordi bilaterali stipulati figurano durante il suo regno quelli con Stati Uniti, Albania, Israele e Autorità nazionale palestinese.

Il ricordo in Piazza San Pietro

Oggi – alle 15 – il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, presiederà la messa nella Basilca di San Pietro. Sull’altare ci sarà anche il cardinale Stanisław Dziwisz, già segretario particolare di Wojtyla, al quale , lo scorso febbraio, ha inviato una lettera assicurando la sua benedizione ai partecipanti. La sera, alle 21 ci sarà quindi il rosario in Piazza S. Pietro promosso dalla chiesa polacca a Roma.

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Redazione
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