Ucraina, Palestina: due nazioni che nel secondo millennio dell’era postmoderna sono violentate sotto gli occhi di tutti.
Vige il ricatto e la meschinità contro chi implora che non ci sia un ulteriore numero di morti e spargimento di sangue innocente.
Poco interessa ai sicari se ci sia un domani o cosa si aspettano al naturale termine delle loro vite, perché è il possedere che interessa, la ricchezza non guadagnata con intelligenza e capacità meritevolmente ma facendosi servi del male e del re del male.
Come ci si fa a guardarsi allo specchio, a vivere la vita sapendo di essere gli unici colpevoli di un’immane strage di innocenti per il potere assoluto rubato ingannando chi pensava del popolo dovessero occuparsi di amministrare la propria terra natia.
L’indifferenza, la mancanza di sentimento, sensibilità, criterio e coscienza l’ha sempre chi governa verso il popolo vendendo quest’ultimo come un Giuda per quattro denari.
Ma chi è l’anima del mondo, chi fa fare ancora l’amore al mondo è la gente comune che sa ancora amare, essere gentile, sgualcirsi le mani di lavoro e donare se stesso all’altro.
Chi avrà asciugato una sola loro lacrima, avrà salvato il mondo e Dio è con lui.
Se solo i governanti si fermassero a guardare e riflettere su queste parole e sapere quanto sia più bello amare e essere amati che odiare, il mondo ritornerebbe a essere un paradiso terrestre.











