Due giornate di conversazioni e dibattiti con oratori altamente qualificati per “Vite iperconnesse. Dialoghi su ansia, salute, socialità e lavoro nell’era digitale”, il convegno ospitato nello scorso fine settimana presso il Centro Congressi “Tina Anselmi” dell’Irccs “Saverio de Bellis” di Castellana grazie ad una sinergia proficua tra l’istituto pugliese di ricerca, la Fondazione onlus “Saverio de Bellis” e Never Before Italia e con il patrocinio di Regione Puglia, Comune di Castellana Grotte, Ordine degli Assistenti Sociali Consiglio Regionale Puglia, UNEBA Puglia, E.C.M. Agenas.
Siamo iperconnessi e protagonisti di numerosi contatti social, ma il rischio è quello di ritrovarsi senza relazioni autentiche e dunque in una solitudine che può generare ansia e altre patologie, come sottolineato da Fabiana Cacioni, life coach e formatrice aziendale, nella interessante chiacchierata di venerdì scorso sui temi dell’impresa, della comunità e del lavoro nel clima sociale della ipercompetizione, che ha avuto per protagonisti anche Padre Claudio Ubaldo Cortoni, monaco bibliotecario dell’Eremo di Camaldoli, e Massimo Folador, attento conoscitore della storia e della cultura benedettina nonché consulente strategico d’impresa e formatore, che hanno sottolineato l’attualità della Regola di San Benedetto per il recupero della dimensione pienamente umana dell’attività professionale e dell’esistenza: il segreto è anche vivere appieno se stessi e gli altri nella realtà, come ha continuato Cacioni, coltivando l’arte del ricominciare, del ripartire, senza aver timore di prendere coscienza delle fragilità proprie e altrui.
Disconnettersi dalla vita online, pertanto, diventa non solo un consiglio, ma anche un’esigenza, che può raggiungersi alimentando l’arte, la letteratura, la poesia: «Leggere un bel libro di poesie, imparare a memoria una poesia, secondo me, è un tempo speso bene, piuttosto che magari stare sempre connessi, piuttosto che esprimere sempre opinioni che nessuno ci ha chiesto – ha rimarcato tra gli altri Franco Arminio, poeta, scrittore, paesologo e conduttore RAI – Il punto della rete è che andiamo oltre quello che dovremmo fare: va bene, è uno strumento prezioso ma non è che ogni giorno dobbiamo dire la nostra. Ogni tanto fa bene anche tacere e quindi fare altro».
«Il convegno è stato un’occasione preziosa per proporre una via alternativa alla iperconnessione che è tipica di questa fase dell’era digitale che stiamo vivendo – ha commentato Corrado de Bellis, direttore della Fondazione onlus “S. de Bellis” – Con gli approfondimenti del caso, fatti da diversi esperti, si è cercato di trovare un punto di equilibrio tra la necessità della connessione e la ricerca di una strada con valori umani più marcati rispetto a quelli esistenti oggi».
«Tendenzialmente forse l’effetto ansiogeno inizia ad avere un carattere prevalente nell’utilizzo di tutta questa tecnologia e bisogna fare fronte a questo tipo di problematiche» ha sottolineato il dott. Roberto Di Paola, direttore sanitario dell’IRCCS de Bellis di Castellana: implicazioni sotto il profilo medico e sanitario, indagate nella seconda giornata di sabato scorso con un focus che ha messo in luce le connessioni tra ansia e malattia nonché la frequenza sempre maggiore tra i pazienti di isolamento e ritiro sociale.
“Vite iperconnesse. Dialoghi su ansia, salute, socialità e lavoro nell’era digitale” ha rappresentato dunque per la comunità castellanese e per l’intera Puglia un contributo fondamentale per la riflessione e l’approfondimento su temi attuali e incisivi nella società contemporanea, con uno sguardo attento al benessere sociale e al futuro delle nuove generazioni, che dell’era digitale sono fruitrici e future protagoniste: «Noi abbiamo preso due enti, due organismi che operano in contesti diversi però con la stessa finalità: contribuire al bene comune e delle nuove generazioni e al recupero di una stabile relazione con la famiglia, con gli amici, con la gente» ha rimarcato Saverio de Bellis, consigliere CIV IRCCS “S. de Bellis” di Castellana.
In questa ottica, particolarmente significativa, come auspicato e sostenuto dagli organizzatori, la partecipazione delle scuole cittadine nella sessione mattutina di venerdì 9 maggio, che ha visto la presenza di oltre 180 studenti, accompagnati dai loro docenti: ad intervenire per l’occasione il psicopedagogista e conferenziere Stefano Rossi, che ha tratteggiato i benefici e i rischi dell’iperconnessione sulla formazione della personalità nei giovani. Di attenzione pastorale e di grande sensibilità l’introduzione di Mons. Giuseppe Favale, Vescovo di Conversano-Monopoli.











