Il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, nella serata di ieri dopo una giornata complicata e convulsa ha presentato la propria lettera di dimissioni dalla carica di primo cittadino dopo soltanto due mesi dalle elezioni.
Il sindaco della città dei due mari è stato pesantemente contestato da cittadini e associazioni all’esterno di Palazzo di città. Una giornata che ha avuto un confronti tra i rappresentanti del Comune, cittadini, comitati ed associazioni sulla vicenda ex Ilva alla luce dei recenti incontri a Roma.
Nella lettera di dimissioni – depositata all’Ufficio Protocollo – il primo cittadino ha denunciato una condizione di “inagibilità politica“. Situazione che si è venuta a determinare anche a seguito di atteggiamenti ritenuti minacciosi da parte di alcuni attivisti. Subito dopo l’incontro con i rappresentanti delle associazioni, Bitetto sarebbe stato avvicinato da alcune persone che sono riuscite ad entrare nell’androne del Municipio, quindi ci sarebbero state contestazioni e momenti di tensione, con alcuni attivisti a volto coperto che avrebbero fisicamente impedito l’uscita dal Municipio al sindaco per alcuni minuti con minacce ed improperi.
Bitetti aveva voluto questo incontro in vista del Consiglio Comunale monotematico che è in calendario per la giornata di domani, 30 luglio, sulla decarbonizzazione dell’Ilva alla vigilia del nuovo incontro al Mimit fissato per il 31 luglio, dove dovrebbero essere ascoltate e recepite da parte del Ministero proprio le istanze provenienti dagli Enti Locali, in primis dal Comune di Taranto.
La legge adesso assegna al sindaco Bitetti 20 giorni per decidere se ritirare le dimissioni o meno. Nel caso in cui non dovessero essere ritirate scatterebbe il commissariamento per il Comune di Taranto che tornerebbe praticamente quasi subito in un nuovo periodo di caos amministrativo dopo le recenti vicissitudini e la turbolenta fine del secondo mandato di Rinaldo Melucci.











