“In un momento in cui la città di Foggia merita risposte chiare e una guida credibile, il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte sceglie di vestire i panni dell’avvocato difensore della vicesindaca Lucia Aprile, anziché quelli del popolo, come amava definirsi. Una scelta che lascia perplessi, soprattutto alla luce delle gravi criticità emerse nella gestione dell’appalto alla cooperativa ServItalia, dove figura la sorella gemella della stessa Aprile.” Lo afferma la coordinatrice di FdI Daria Cascarano, che aggiunge: “La narrazione del Movimento, che si autoproclama “parte lesa”, appare quantomeno discutibile. Ci faccia capire Conte. Forse il vero danno nasce dal fatto che l’appalto tanto atteso è sfumato, e qualcuno ora si atteggia a vittima per mascherare la delusione? ”
“Richiamare eventi passati per giustificare polemiche attuali tradisce un certo nervosismo — e forse anche una buona dose di preoccupazione”.
“Ricordiamo a Conte che, quando sedeva a Palazzo Chigi, il M5S non si faceva problemi a ricoprire ruoli istituzionali di rilievo nell’amministrazione Landella. E non solo: nelle votazioni di un certo rilievo in consiglio comunale, il Movimento ha spesso mostrato una sorprendente sintonia con il centrodestra. Quanto allo scioglimento del Consiglio Comunale, è bene ricordare che si è basato su presupposti tutt’altro che solidi: nessuna infiltrazione mafiosa è mai stata dimostrata. Piuttosto, Conte dovrebbe riflettere su ciò che è stato realmente devastante per Foggia — e porta la firma del centrosinistra di cui lui stesso fa parte. La lunga stagione del pre-dissesto, che ha dissanguato i cittadini foggiani, è una ferita aperta causata da una gestione fallimentare, come certificato nero su bianco dalla Corte dei Conti e dalla Procura contabile. E che dire della disastrosa vicenda Amica? Un buco di quasi 40 milioni di euro che graverà sulle tasche dei foggiani, frutto di errori grossolani e di una sciatteria amministrativa imperdonabile. Altro che legalità e trasparenza: i danni veri li ha fatti chi oggi si atteggia a moralizzatore”.
“A settembre tornerà di scena la signora Aprile – prosegue Cascarano – quando si aprirà il processo sulla presunta gara truccata (come afferma la Procura della Repubblica di Foggia) per l’affidamento ad Amiu della gestione dell’igiene urbana: Conte non ha nulla da dire a riguardo? La vicesindaca e assessora all’Ambiente prima denuncia presunte false attestazioni degli uffici comunali a favore di Amiu, poi, una volta vestiti i panni istituzionali, cambia improvvisamente rotta e si adopera per aumentare l’importo del contratto di servizio, scaricando il peso economico sulle spalle dei foggiani. Conte e il Movimento 5 Stelle foggiano farebbero bene a guardarsi allo specchio prima di puntare il dito. Perché invece di sistemare i propri panni sporchi, preferiscono stendere quelli degli altri in piazza, sperando che nessuno noti le loro macchie. Difendere l’indifendibile non è segno di trasparenza, ma di imbarazzo mascherato da indignazione. È tempo che il M5S smetta di recitare la parte del moralizzatore e inizi a fare i conti con le proprie responsabilità. Foggia non ha bisogno di arringhe piovute dal cielo, ma di risposte concrete” – conclude Cascarano.











