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In Puglia è allarme bancomat: dal Gargano al nord-barese, continui assalti e paura tra cittadini

Quello della notte tra il 29 e 30 novembre scorso, a San Ferdinando di Puglia (provincia di Barletta-Andria-Trani), è soltanto l’ultimo episodio di una lunga serie di assalti ai bancomat di istituti di credito e postali della Puglia.

A San Ferdinando un commando ha tentato di scassinare lo sportello ATM delle Poste con l’uso di una ruspa. I malviventi avevano addirittura chiuso con un catenaccio il cancello d’ingresso della caserma dei Carabinieri locale, nel tentativo di impedire l’uscita dei mezzi — una manovra studiata per rendere difficile l’intervento delle forze dell’ordine. Tuttavia, grazie all’allarme lanciato da alcuni residenti intorno alle 4:45 e all’intervento tempestivo di una pattuglia della Compagnia di Barletta, la banda — composta da almeno tre persone — è fuggita a mani vuote.

Questo episodio è solo l’ultimo in ordine di tempo nel lungo elenco di assalti e tentativi ai bancomat che ha colpito duramente la Puglia, in particolare la Bat e la provincia di Foggia, alimentando un clima di inquietudine e insicurezza tra i cittadini.

Una scia di esplosioni e assalti in tutta la regione

Secondo un’inchiesta recente, tra settembre e novembre 2025 si sono registrati almeno 19 assalti a bancomat e postamat in Puglia, con una media di un colpo ogni tre notti.

Non solo piccoli comuni: anche centri popolosi come Foggia sono stati bersaglio degli attentati. Nella notte del 12 aprile 2025, lo sportello della banca BCC San Giovanni Rotondo è stato fatto saltare con esplosivo, causando danni anche alle auto parcheggiate nei dintorni.

Altri casi recenti riguardano Stornara, Stornarella, Ordona e Carapelle — comuni della Daunia che, nel corso del 2025, hanno chiesto alle autorità competenti di estendere al loro territorio le misure di sicurezza del cosiddetto “decreto Caivano”, viste le continue rapine ai bancomat.

Perfino il Salento non è immune: la cosiddetta “banda della marmotta” — autori di esplosioni e saccheggi a sportelli automatici — è stata più volte attenzionata e in alcuni casi sgominata, ma gli assalti continuano a ripetersi.

Le contromisure di banche e Poste: sportelli spenti e disagi per i cittadini

Di fronte a questa escalation criminale, molte banche e lo stesso soggetto postale hanno preso misure drastiche: in tutta la regione, Poste Italiane ha disattivato circa 145 sportelli ATM ogni notte, soprattutto nelle aree più colpite dal fenomeno.

Una decisione che, pur avendo ridotto il rischio di ulteriori esplosioni, ha generato forti disagi soprattutto nei piccoli comuni: molti cittadini si sono ritrovati senza uno sportello accessibile, costretti a percorrere decine di chilometri per prelevare contanti, o impossibilitati a farlo nei giorni festivi o nelle ore notturne.

Per molte comunità, la chiusura di bancomat e postamat significa un’autentica desertificazione dei servizi finanziari: un duro colpo soprattutto per anziani, persone senza familiarità con il banking digitale o chi lavora in orari non compatibili con gli sportelli bancari tradizionali.

Perché le forze dell’ordine faticano a prevenire i colpi: il problema della deterrenza

Le forze dell’ordine, pur intervenendo spesso tempestivamente, agiscono nella maggior parte dei casi dopo che il danno è già stato compiuto. Arresti e indagini sono necessari per smantellare bande criminali — come avvenuto recentemente con l’arresto di due giovani ventenni in Salento, trovati in possesso di esplosivo pronto all’uso.

Tuttavia, la tecnica criminale è ormai collaudata: attentati notturni, assalti con esplosivo o con mezzi pesanti, fuga immediata via auto e alta probabilità di impunità nel breve termine. Questo rende ardua la prevenzione, soprattutto in territori ampi e con carenza di presidi stabili.

Il risultato? Un crescente senso di insicurezza tra le comunità locali, con la percezione che sia sempre più facile agire impunemente.

Bat e provincia di Foggia nel mirino

Il recente tentativo fallito a San Ferdinando di Puglia conferma che la Bat resta un’area ad alto rischio. Allo stesso modo, la provincia di Foggia — da tempo nel mirino — continua a chiedere risposte concrete: da giorni, diversi comuni hanno ufficializzato richieste di intervento straordinario, con appelli rivolti a prefetture e governo.

Non si tratta più di casi isolati: la frequenza e la pericolosità degli atti portano a parlare di vero e proprio “allarme bancomat”, che richiede misure urgenti e strutturali.

Cosa serve per uscire da questo circolo di paura

Per affrontare l’emergenza servono azioni su più fronti. In primo luogo, un rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine sul territorio, con pattugliamenti preventivi e tecnologie di sorveglianza efficaci. In secondo luogo, le istituzioni bancarie e postali devono valutare soluzioni alternative: aumento della videosorveglianza, sportelli presidiati, metodi di prelievo alternativi, incentivi all’uso del digitale.

Serve anche un impegno politico e istituzionale: il fenomeno non può essere affrontato come emergenza isolata, ma come parte di una più ampia strategia di sicurezza, coesione territoriale e decoro civico.

Infine, è fondamentale ridare fiducia ai cittadini, garantendo che i servizi bancari non siano considerati un “lusso” o un rischio, ma un diritto effettivo, accessibile ovunque si viva in Puglia.

E dunque… l’assalto sventato a San Ferdinando di Puglia è l’ultimo episodio di una lunga catena di furti e attentati ai bancomat che sta mettendo in ginocchio molte comunità pugliesi. Dal Foggiano alla Bat, dal Salento al Nord Barese, lo spettro della rapina notturna si ripresenta con cadenza quasi quotidiana.

La chiusura notturna degli sportelli può avere ridotto i furti, ma non può essere la soluzione definitiva: la Puglia ha bisogno di investire in sicurezza, infrastrutture, tecnologia — e soprattutto in fiducia. Perché in gioco non c’è solo il denaro, ma la tranquillità delle persone.

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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