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Domenica scorsa, 30 novembre la Due Mari Marathon ha riportato la maratona a Taranto dopo 75 anni, grazie all’organizzazione della ASD Nuova Atletica Taranto con il sostegno del Consiglio Regionale della Puglia e del Comune: un evento di portata storica che ha unito agonismo, turismo e promozione del territorio.
La manifestazione ha visto la partecipazione di circa 1.300 atleti provenienti da tutta Italia, oltre a numerosi appassionati che hanno scelto di vivere la città in un modo diverso.
Tuttavia, l’evento non è stato accolto da tutti con lo stesso entusiasmo: già dalle prime ore del mattino la città si è trovata “paralizzata”. Le limitazioni alla circolazione sul lungomare, in viale Virgilio, su Corso Due Mari, sulla SS7-ter e sulla Tangenziale Sud — tra le principali arterie cittadine — hanno generato code, disagi per i residenti dei quartieri periferici (Lama, Talsano, San Vito) e difficoltà perfino per i mezzi di soccorso.
Le critiche: disagi per troppi cittadini
Tra le voci critiche, quella del segretario cittadino della Lega a Taranto, Francesco Battista, che in un comunicato non ha risparmiato dure parole: «non è lo sport a essere messo in discussione, ma una gestione che non ha considerato a sufficienza le esigenze dei cittadini». Secondo Battista, il percorso scelto ha interessato “praticamente ogni quartiere”, bloccando la mobilità per oltre 185.000 abitanti. “Non si critica lo sport, né gli eventi che promuovono il territorio. Ma l’organizzazione non può ignorare le esigenze dei cittadini, che sono stati ostaggio di una gestione miope e autoreferenziale, incapace di bilanciare visibilità e vivibilità. La città ha bisogno di eventi, sì, ma non a scapito del diritto alla mobilità e alla normalità quotidiana”.
I disagi segnalati riguardano famiglie bloccate in casa, impossibilità di raggiungere il posto di lavoro, attività commerciali danneggiate, e criticità per mezzi pubblici e di emergenza.
Diversi tarantini hanno lamentato una comunicazione insufficiente e tardiva delle deviazioni e delle restrizioni: alcuni avrebbero saputo dei blocchi solo la mattina della gara, trovandosi impreparati. Questo ha alimentato la sensazione di una scelta fatta dagli organizzatori senza un reale coinvolgimento della comunità.
La replica degli organizzatori: sport, territorio e le ragioni di una città che corre
Gli organizzatori — rappresentati da figure come Daniela Basile e Giuseppe Salerno di Nuova Atletica Taranto — parlano di “polemiche eccessive e in parte strumentali”. Ricordano che la maratona rappresenta un grande sforzo logistico e organizzativo, e che ogni evento di questa portata comporta inevitabilmente qualche disservizio.
Secondo loro, è importante considerare non solo i disagi, ma anche i benefici che una manifestazione così ampia può portare: visibilità nazionale e regionale, attrazione di turisti, promozione dello sport e del territorio, con un occhio di riguardo ai prossimi Giochi del Mediterraneo 2026, per cui Taranto è città ospitante.
Nella dichiarazione riportata, gli organizzatori invitano a guardare anche agli aspetti positivi: «realizzare un percorso di 42 km non è facile in una città come Taranto, inevitabilmente bisognava chiudere alcune strade. Ci scusiamo per i disagi causati, ma invitiamo a porre attenzione anche ai benefici che eventi come questo portano nel nostro territorio».
Quale futuro per gli eventi a Taranto?
L’esperienza della Due Mari Marathon 2025 mette in luce un nodo strutturale: come conciliare la voglia di rilanciare Taranto attraverso sport, turismo e grandi eventi, con i bisogni quotidiani di mobilità, lavoro, scuola, servizi.
Se da una parte eventi simili rappresentano una vetrina per la città e un’occasione per rilanciare il territorio, dall’altra richiedono pianificazione preventiva, comunicazione tempestiva e coinvolgimento della comunità per evitare che la “festa” diventi fonte di conflitti e disagi.
In vista dei Giochi del Mediterraneo 2026, che porteranno a Taranto un afflusso di atleti e visitatori, sarebbe auspicabile l’avvio di un tavolo permanente di coordinamento, con Comune, organizzatori, associazioni di cittadini e forze dell’ordine, per garantire che la mobilità urbana, i trasporti pubblici e le esigenze quotidiane non vengano sacrificate sull’altare dell’immagine.











