Negli scorsi giorni la ex discarica Fratelli Acquaviva, sita in contrada San Nicola La Guardia ad Andria, è stata sottoposta a sequestro penale su disposizione della Procura della Repubblica di Trani, eseguito dal Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri (NOE).
L’intervento ha preso il via in seguito alla raccolta di elementi che hanno evidenziato la presenza di materiali non conformi: durante i lavori di messa in sicurezza — avviati dalla ditta incaricata e supervisionati dall’AGER Puglia — sotto lo strato superficiale di rifiuti inerti sono stati rinvenuti rifiuti pericolosi, con possibile origine ospedaliera.
Di fronte alla scoperta, la ditta ha segnalato la situazione ad AGER, che a sua volta ha denunciato l’accaduto alla magistratura. Ne è scaturito l’apposito provvedimento cautelare, che include la sospensione di ogni attività sul sito e l’avvio di indagini per verificare responsabilità e dinamiche dello sversamento illecito.
Secondo le dichiarazioni dell’amministrazione comunale, il Comune di Andria «non ha alcun ruolo operativo né compiti diretti» sulla ex discarica. L’assessore all’Ambiente, Savino Losappio, ha spiegato che il sequestro riguarda una struttura già dismessa da anni, e che la chiusura definitiva e la messa in sicurezza spettano ad AGER e alla ditta appaltatrice.
Al momento, l’area è sotto sequestro probatorio, con divieto di accedere e nessuna attività in corso fino a nuove disposizioni. La speranza espressa dall’amministrazione è che le indagini possano essere concluse rapidamente e che, se possibile, i lavori di bonifica possano riprendere — in modo da non perdere i finanziamenti stanziati per la chiusura definitiva del sito.
La scoperta di materiali pericolosi in una discarica formalmente dedicata a rifiuti inerti accende un faro su rischi concreti per l’ambiente e la salute. L’eventuale presenza di scarti ospedalieri o di rifiuti speciali non trattati rappresenta un pericolo per la falda, per il suolo e per la popolazione residente, specialmente in un’area come quella di San Nicola La Guardia, adiacente a zone abitate.
Va inoltre sottolineato che la ex Fratelli Acquaviva era già in procedura di infrazione europea per non conformità nella messa in sicurezza, e che nel 2022 era stato definito un progetto di bonifica a carico di AGER.
Il sequestro e le indagini attuali mettono in luce un possibile smaltimento illecito pregresso: un meccanismo che potrebbe aver esposto la comunità a rischi sottovalutati, fino alla data del ritrovamento.
Il percorso per la riqualificazione: finanziamenti e VIA in corso
Prima dell’arresto delle operazioni, la ex discarica era inserita in un piano di chiusura definitiva, finanziato con circa 4 milioni di euro stanziati da AGER. Era in corso la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), con pubblicazione dell’avviso pubblico e apertura dei termini per osservazioni.
Il progetto prevedeva una sistemazione del sito — secondo quanto stabilito dal piano — per garantire la sicurezza ambientale e la bonifica definitiva dell’area. Tuttavia, la scoperta di rifiuti pericolosi ha interrotto l’iter, rendendo necessario un supplemento di indagini per accertare la natura e la provenienza dei materiali rinvenuti.











