Decine di migliaia di bambini non possono frequentare la scuola in Indonesia e Thailandia dopo che alluvioni e frane hanno causato centinaia di vittime e colpito circa 5 milioni di persone, secondo quanto riferito da Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro.
A Sumatra, in Indonesia, oltre 600 persone hanno perso la vita e centinaia risultano disperse a causa delle piogge torrenziali che hanno provocato frane e inondazioni diffuse, colpendo soprattutto il nord dell’isola. Almeno 1.000 scuole sono state danneggiate e chiuse nelle province di Aceh e Sumatra, mentre altre sono state trasformate in rifugi di emergenza, interrompendo così l’istruzione per decine di migliaia di bambini.
Gli operatori di Save the Children, impegnati nella distribuzione di aiuti nel nord di Sumatra, segnalano che bambini e famiglie hanno urgente bisogno di cibo e riparo, mentre piogge e mare agitato ostacolano le operazioni di soccorso. Alcune comunità restano isolate a causa delle acque e delle frane, e le strade danneggiate rallentano la distribuzione di beni essenziali.
“Strade bloccate, interruzioni di corrente e la sospensione dei servizi essenziali mettono a rischio la salute e il benessere psicologico dei bambini. È un momento di grande incertezza: hanno perso case, scuole e persone care. È fondamentale dare priorità alle loro necessità e tutelare i loro diritti, garantendo luoghi sicuri per i minori e le loro famiglie, cibo nutriente, accesso ad acqua potabile e protezione”, ha dichiarato Fadli Usman, Direttore Umanitario di Save the Children Indonesia, che si trova nell’isola di Nias, una delle aree più colpite.
Secondo una valutazione effettuata da Save the Children in 7 delle 12 province colpite nella Thailandia meridionale, a causa di queste inondazioni senza precedenti, circa 76.000 bambini non possono frequentare la scuola. Gli edifici scolastici sono stati chiusi o trasformati in rifugi temporanei per le persone sfollate.
Migliaia di minori, inoltre non hanno accesso alla didattica online a causa di blackout e infrastrutture danneggiate.
“Le alluvioni colpiscono i bambini più duramente. Da un giorno all’altro hanno perso l’accesso all’istruzione, a spazi sicuri per giocare e a servizi essenziali come acqua potabile e cure sanitarie.
Ripulire, riparare e riaprire le aule è essenziale per consentire ai bambini di tornare a scuola in sicurezza. Con rifugi sovraffollati, aumentano i rischi di sfruttamento, separazione dai caregiver e stress emotivo. Senza un intervento immediato, la sicurezza dei bambini, il loro diritto all’istruzione e il benessere psicologico saranno sempre più a rischio”, ha commentato Guillaume Rachou, Direttore Esecutivo di Save the Children Thailandia.
In Thailandia, l’Organizzazione sta creando spazi sicuri per i bambini nei centri di evacuazione, dove possono giocare e imparare, e sta distribuendo aiuti essenziali alle famiglie colpite, tra cui kit per neonati e bambini e kit igienici.
Save the Children opera in Indonesia dal 1976, in 20 delle 38 province esistenti, con interventi umanitari e progetti su istruzione, salute e nutrizione, protezione dell’infanzia e lotta alla povertà.
In Thailandia è attiva dal 1979, con focus su protezione dei minori, istruzione, governance dei diritti dell’infanzia, mezzi di sussistenza e risposte umanitarie per bambini e giovani.
Per sostenere l’attività di Save the Children in emergenza: https://dona-ora.











