L’unica tassa che aumenterà sarà quella sui rifiuti, in compenso ogni famiglia potrà risparmiare tra i 400 e i 500 euro sulla Tasi e non si sentirà parlare ancora una volta della mannaia del patto di Stabilità, perché per la prima volta non ci saranno tagli da parte del governo nazionale ai danni degli enti locali, cosa che negli anni scorsi era una prassi. Non solo. E’ diventata effettiva l’idea annunciata tempo fa dal sindaco Antonio Decaro di consentire alle famiglie in difficoltà col pagamento delle tasse di contribuire con lavori utili alla comunità. Si chiamerà “baratto amministrativo” d è una misura contenuta nel Bilancio di previsione 2016-2018 annunciato ieri dal sindaco di Bari e dall’assessora al Bilancio, Dora Savino.
Sono sostanzialmente due i motivi – come si legge nella nota del Comune – per cui sarà necessario aumentare la Tari: da una parte l’alto costo dello smaltimento in discarica, non essendoci alternativa, e la riduzione dei contribuenti. In sostanza: ci sono meno esercizi commerciali e utenti del passato, per cui diminuiscono le entrate. Il tutto deve essere compatibile con il piano finanziario redatto dall’Amiu.
“Anche per quest’anno l’amministrazione comunale è riuscita a mantenere inalterato lo standard dei servizi forniti ai cittadini – spiega il sindaco – operando un’ulteriore razionalizzazione delle spese (riduzione della spesa corrente per circa € 1,6 milioni effettuando tagli sulle spesa della macchina amministrativa e sulle spese per rimborso di prestiti per € 1,658 milioni) e a garantire per il 2016 una spesa complessiva di circa 170 milioni di costi di investimento che ci aspettiamo di poter coprire per circa la metà con i fondi comunitari e nazionali previsti dalla nuova programmazione”.
Quanto ai vantaggi sul pagamento dell’Imu, va detto che sono previste delle agevolazioni sia per chi concede la casa in comodato d’uso ad un parente (un abbattimento del 50% a condizione che il comodato sia registrato e a condizione di avere solo tale immobile ovvero altro immobile ma sempre nello stesso comune e costituente abitazione principale del proprietario), sia per chi la affitta (con contratti agevolati è prevista un’ulteriore agevolazione costituita dal 25%).












