HomeCronacaFasano, maxi evasione fiscale in un lido scoperto dalla Guardia di Finanza

Fasano, maxi evasione fiscale in un lido scoperto dalla Guardia di Finanza

L’attività di monitoraggio della Guardia di Finanza di Brindisi sulle concessioni balneari non si ferma. Al termine di un’articolata indagine condotta tra luglio e dicembre, i militari della Compagnia di Fasano hanno smascherato una maxi evasione fiscale presso una rinomata struttura balneare della costa fasanese.

L’operazione ha portato alla luce ricavi non dichiarati per oltre 1,3 milioni di euro, con una contestazione tra imposte evase, sanzioni e interessi che sfiora il milione di euro.

Il “Libro Nero” Digitale: come avveniva l’evasione

Il cuore dell’indagine ha riguardato l’analisi di un complesso sistema di contabilità parallela. I finanzieri hanno rinvenuto un vero e proprio registro informatico — una sorta di “libro nero” digitale — dove venivano annotati i reali flussi di cassa della struttura.

Secondo quanto emerso dai riscontri, i ricavi effettivi del lido erano circa il doppio di quelli dichiarati ufficialmente ad ogni stagione. Le principali irregolarità riguardavano Noleggio giornaliero di ombrelloni e lettini: la mancata emissione di ricevute fiscali per la principale fonte di introito del lido. Servizi di parcheggio: incassi derivanti dalle aree di sosta completamente occultati al fisco.

Controlli sui Balneari: un piano di portata nazionale

L’intervento di Fasano non è un caso isolato, ma si inserisce in un più ampio piano di controlli della Guardia di Finanza a livello nazionale. Con l’avvicinarsi del rinnovo delle concessioni demaniali, l’attenzione delle autorità è massima per garantire che il settore operi in regime di legalità e trasparenza.

Il settore turistico-balneare, pur essendo in forte espansione sia in Puglia che nel resto d’Italia, presenta spesso zone d’ombra. A fronte di un aumento dei prezzi per i consumatori finali, i controlli hanno evidenziato un’incidenza ancora troppo elevata di evasione fiscale. “L’obiettivo è garantire una sana concorrenza: chi paga le tasse non può subire lo svantaggio competitivo di chi opera nell’illegalità,” sottolineano i portavoce del Comando Provinciale.

Cosa rischia il settore balneare nel 2026?

La trasparenza fiscale diventerà un requisito sempre più centrale per la gestione delle spiagge italiane. Le verifiche del Comando Provinciale di Brindisi continueranno per tutta la stagione, puntando a:

  1. Tutela del consumatore: evitare rincari ingiustificati non supportati da regolarità fiscale.

  2. Equità fiscale: assicurare che i canoni di concessione siano commisurati ai reali volumi d’affari.

  3. Legalità del lavoro: monitorare non solo le entrate, ma anche la regolarità dei contratti stagionali.

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Redazione
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